Il Pd perde voti in numerose direzioni. Il M5s è il principale beneficiario di queste perdite. Il partito fondato da Grillo continua insomma la sua opera di erosione su questo elettorato. Opera iniziata diversi anni fa e che in questa occasione si è fatta particolarmente incisiva. È quanto mette in luce l’analisi dei flussi elettorali dell’Istituto Cattaneo. Nella sua fase nascente il M5s ha attinto soprattutto dal repertorio della sinistra (soprattutto di quella “postmaterialista”: ambientalismo, consumerismo, partecipazione) le proprie idee e i propri slogan. A questi si è poi aggiunto il tema del reddito di cittadinanza che, rivolgendosi soprattutto a settori sociali più marginali e che hanno subito le difficoltà della crisi economica, sfida la sinistra anche sul piano delle rivendicazioni e delle promesse “materiali”. Inoltre, a partire da Tangentopoli e poi negli anni dell’opposizione a Berlusconi, la legalità è diventato un tema caratterizzante per la sinistra italiana: da questo punto di vista l’“onestà” rivendicata dal M5s è uno slogan che può risultare attrattivo nei confronti di una parte significativa dell’elettorato di questa parte politica. La difesa della costituzione (la campagna referendaria del 2016 è stata decisiva) è un altro tema su cui le posizioni grilline hanno utilizzato retoriche e argomenti che andavano a pescare nel repertorio tradizionale della sinistra, proprio contro il “nuovismo” e la volontà di cambiamento istituzionale promossa dal leader del Pd Matteo Renzi. Tutti questi temi indicano che il M5s si è posto come concorrente del Pd, offrendosi agli elettori di questa parte politica come una sinistra più “vera” di quella incarnata da un leader come Renzi che, su molte questioni (rinnovamento delle istituzioni, economia e lavoro, ecc.) ha assunto posizioni di rottura con la tradizione di sinistra. (Red – 5 mar)