Parigi – Prima dell’unificazione nel 1860, l’Italia è soltanto un concetto geografico e l’italiano non esiste come lingua nazionale. Se i dialetti persistono fino agli anni ‘40, in un paese in cui è ancora forte l’analfabetismo, la seconda metà degli anni ‘60 vede emergere una lingua condvisa, parlata in tutte le regioni e da tutte le classi sociali. Possiamo dire oggi, in linea con alcuni storici della lingua, che la lingua dominante è un italiano standard, fagocitato dagli anglicismi? “Per comprendere al meglio la complessità di questa evoluzione linguistica, frutto di un secolo e mezzo di vita comune, abbiamo invitato – si legge sul sito dell’Istituto Italiano di cultura di Parigi – Giuseppe Antonelli, professore di linguistica all’Università di Cassino, e Filippo La Porta, critico letterario”. L’appuntamento è il 20 marzo all’Iic alle 19. (9colonne)