Dodoma – Cosa può fare il Trentino per l’Africa? Può, ad esempio, partire dalla sua esperienza e dalle sue competenze nella ricerca scientifica, nella tutela dell’ambiente, nel turismo sostenibile, e condividerle con territori ancora poveri ma che denotano un elevato potenziale di crescita. Lo si è visto nei giorni scorsi in Tanzania, nel parco dei monti Udzungwa – circa 2.000 chilometri quadrati di foreste, un terzo del Trentino – dove la Provincia autonoma di Trento, con l’assessora alla cooperazione internazionale Sara Ferrari, e il Muse-Museo della scienza di Trento, con il suo direttore Michele Lanzinger, hanno inaugurato un nuovo centro per i visitatori. Il Muse, con il suo centro di monitoraggio sui monti Udzungwa, è l’unico museo italiano ad avere una sede permanente all’estero. Ora però la presenza trentina qui si arricchisce di una nuova struttura, che si compone di un edificio dedicato alla presentazione di questo stupefacente angolo di Africa, tra i più ricchi di biodiversità del Continente (400 specie di uccelli, oltre 120 di mammiferi, 2500 di piante, per non dire degli insetti e dei rettili, con molte specie ancora da catalogare), e di un’aula didattica: entrambe al servizio degli ecoturisti, degli studenti e dei ricercatori che periodicamente visitano il parco, ma anche delle popolazioni locali, in particolare delle scuole dei villaggi vicini. (9colonne)