“Nel gioco democratico il voto dei cittadini traduce in una scelta elettorale lo stato di consapevolezza, che si ha in quel momento, del mondo in cui vive. E se questa scelta è figlia di una lettura quotidiana e completa della realtà, allora possiamo parlare di libertà. Se invece è figlia di un meccanismo di conoscenza passiva, parziale, settoriale, con una spinta a farci sapere solo quello che è più vicino alle nostre aspettative, allora il percorso elettorale è diverso da quello che dovrebbe esprimere una democrazia compiuta”. Il Garante della Privacy Antonello Soro, in una intervista al Mattino, commenta l’affaire Facebook-Cambridge Analytica. Nix, il patron di Analityca, avrebbe anche lavorato sul versante italiano… “Non abbiamo idea di chi sia il cliente italiano. Non mi sorprenderebbe che soggetti nostrani e europei abbiano pensato di utilizzare questi strumenti in chiave politica, ma finora non ci sono stati casi simili”. E aggiunge: “Questa vicenda la vedo in parallelo con le rivelazioni di Snowden sull’invasività della sorveglianza della Nsa americana: apre una finestra sulla forte capacità di orientamento a scapito di cittadini inconsapevoli, non solo come consumatori e per finalità commerciali, ma in chiave elettorale. Di indizi ce n’erano tanti, ma adesso è chiara la sproporzione in termini di condizionamento di alcuni soggetti, attraverso la loro capacità di conoscere e raccogliere informazioni, notizie, suggerimenti su di noi mediante le piattaforme digitali. Fb potrebbe condizionare due miliardi di utenti di Fb e finire per indirizzare l’intera umanità. Ma questo soltanto è un aspetto della questione. Qui abbiamo 270mila persone, le quali hanno acconsentito a scaricare un’app, che a sua volta non ha soltanto accesso ai loro profili, ma riesce anche a estrapolare informazioni su altri 50 milioni di utenti, inconsapevoli della cosa. Sì, questa è una parte, importante, del fenomeno: la raccolta dei dati è in mano a Facebook e a cinque o sei grandissime compagnie digitali. Dati conservati nei loro server, analizzati con calcolatori giganteschi indisponibili ai comuni utilizzatori. Avevamo segnalato il problema di un’eccessiva concentrazione con la fusione tra Facebook e Whatsapp, ma a questa operazione se ne sono aggiunte altre nelle quali questi colossi hanno acquisito società più piccole, start up nate per fornire prodotti innovativi”. (20 mar – red)
