La seduta inaugurale della XVIII legislatura si aprirà a Palazzo Madama con il discorso del presidente provvisorio del Senato, il senatore di diritto e a vita Giorgio Napolitano (“nella prima seduta dopo le elezioni il Senato è presieduto provvisoriamente dal più anziano di età” recita l’articolo 2 del Regolamento) che immediatamente dopo la mezzanotte di oggi succederà a Pietro Grasso ricoprendo a tutti gli effetti il ruolo di seconda carica dello Stato, fino a che l’Assemblea non eleggerà il suo presidente. Al discorso inaugurale seguiranno poi delle comunicazioni rituali e intorno alle 10.45 Napolitano annuncerà all’aula la nomina di Liliana Segre come senatrice a vita. Subito dopo si costituirà l’Ufficio di Presidenza provvisorio (con la nomina dei 6 senatori segretari provvisori, i più giovani presenti alla seduta) e il presidente provvisorio convocherà la Giunta provvisoria per la verifica dei poteri, per gli accertamenti funzionali alla proclamazione dei 23 senatori subentranti, procedura che richiederà almeno trenta minuti. In queste prime fasi, infatti, in Aula ci saranno degli scranni vuoti a causa dell’assenza dei senatori che subentrano agli eletti in più circoscrizioni. La seduta – sospesa durante i lavori della Giunta – riprenderà intorno alle 11.30 e il primo atto del presidente provvisorio del Senato sarà la proclamazione dei 23 senatori subentranti, che a questo punto potranno fare il loro ingresso in Aula. Prenderà il via quindi la prima votazione per l’elezione del presidente: il primo risultato – dopo le procedure di spoglio e conteggio – potrebbe aversi intorno alle 14, mentre la seconda votazione dovrebbe avere inizio alle 16.30. Qualora le prime due votazioni del venerdì non diano esito positivo, il terzo scrutinio e l’eventuale quarto si svolgeranno entrambi nella giornata di sabato, entro la quale necessariamente – secondo quanto prevede il regolamento del Senato – si dovrà arrivare alla fumata bianca. Sulla base di quanto recita l’articolo 4 del regolamento di Palazzo Madama dedicato all’elezione del presidente, alle prime due votazioni è necessaria “la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato” mentre nella terza votazione – prevista per il giorno successivo – “è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche”. Qualora nella terza votazione non si arrivi all’elezione, “il Senato procede nello stesso giorno al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e viene proclamato eletto quello che consegue la maggioranza, anche se relativa. A parità di voti è eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età”. Secondo le prassi più recenti, il presidente provvisorio del Senato potrebbe prendere parte alle votazioni. Dopo l’elezione, ci sarà la proclamazione e il discorso di insediamento del nuovo presidente. (Roc – 22 mar)
