“Io non ho pretese ed è evidente che dobbiamo cercare personalità condivise per il Senato e perla Camera. Condivise nel modo più largo possibile” “dal Pd al M5S”. Così il leader della Lega Matteo Salvini a Repubblica. Tutto però si è bloccato sul nome di Romani, sul candidato di Forza Italia. “I nomi in realtà non li abbiamo mai fatti – afferma Salvini –. Ma è chiaro che c’è una posizione dell’M5S. Tutti dovranno fare uno sforzo. Io l’ho fatto”. E su questo pensa di convincere Berlusconi? “Con lui va benissimo. Ci sentiamo tutti i giorni e sa bene cosa serve. Il problema semmai sono gli altri”, ovvero “Quelli di Forza Italia che gli stanno intorno. Il problema, se proprio vogliamo chiamarlo problema, è quello”. In ogni caso Salvini si dice certo del fatto che “La coalizione risolverà tutto tutta insieme”. “Detto questo, è inutile nascondere che io punto alla presidenza del consiglio”. “Il centrodestra dirà questo nelle consultazioni e io, rispettando le prerogative di Mattarella, me lo aspetto”. Il fatto di non avere i numeri in Parlamento non scoraggia Salvini: “lavoreremo da qui alle consultazioni per portare numeri che servono”. Con il Pd? “No, con loro no. I nostri programmi sono divergenti: Fornero, tasse, migranti, legittima difesa. E comunque non mi vedo con accanto la Boschi e Renzi. Nemmeno i miei elettori mi ci vedrebbero”. Dunque si profila una rottura dell’accordo con Berlusconi a favore di Di Maio? “Parto comunque dalla coalizione di centrodestra. Anche perché la Lega va al governo solo e soltanto se è in grado di mantenere gli impegni presi in campagna elettorale”. (23 MAR – red)