Roma, 23 mar – Domani ricorre la Giornata mondiale contro la Tb. A 136 anni dalla scoperta da parte di Koch del bacillo che causa questa malattia, la Stop TB Partnership e l’Oms lanciano la campagna di sensibilizzazione “Wanted: Leaders for a TB-free world. You can makehistory. End TB”. Medici con l’Africa Cuamm, aderendo a questo messaggio, continua la sua lotta concreta e quotidiana contro la “malattia dei poveri”, nei sette paesi dell’Africa a sud del Sahara in cui opera. In Africa la Tb ha dimensioni enormi: 1,3 milioni i casi registrati nel 2016. Di questi solo il 49% ha potuto accedere alle cure. Eppure la Tb si può curare. In 15 ospedali e 100 centri di salute dell’Africa sub-sahariana, infatti, il Cuamm garantisce le cure ai malati di Tubercolosi e offre diagnosi accurate e trattamenti per la Tb resistente ai farmaci. In parallelo sta sviluppando la ricerca operativa per identificare e condividere buone pratiche di trattamento e per innovare le terapie nei contesti africani. Spesso chi ha la tubercolosi muore a causa di altre malattie che si aggiungono alla Tb e peggiorano lo stato di malattia fino a causare in molti casi la morte. Per questo Cuamm associa la terapia contro la Tb a quella contro l’Hiv/Aids e lo screening per la Tb a quello per diabete e ipertensione. “Guardando alle aree in cui Cuamm interviene, stando ai dati Oms, Angola e Sierra Leone sono tra i dieci paesi con i tassi più alti di incidenza della tubercolosi sulla popolazione, mentre l’Etiopia, il Mozambico e la Tanzania, rientrano nella lista dei venti paesi a livello mondiale con il maggior numero di casi di tubercolosi registrati” afferma don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm, organizzazione impegnata ogni giorno a fianco di migliaia di malati nei 19 ospedali ed in 511 strutture sanitarie in Angola, Etiopia, Tanzania, Uganda, Mozambico, Sierra Leone e Sud Sudan. (red)