“lo spero molto che in Italia, come in altri Paesi, si capisca la necessità di rafforzare l’economia, anche per aiutare il discorso politico. Visto il momento, vista l’arena globale nella quale ci muoviamo, è estremamente importante che l’area euro sia resa più forte, più stabile e in grado di garantire prosperità e generare posti di lavoro, agevolando la nascita di imprese. Bisogna andare avanti”. Lo afferma Christine Lagarde, direttrice generale del Fondo monetario internazionale, in una intervista a Repubblica. Cancellare la riforma Fornero. Introdurre il reddito di cittadinanza? “Le idee politiche cambiano, nel tempo – commenta -. E cambiano quando qualcuno arriva al governo e deve prendere decisioni per il proprio Paese. Chi governa capisce il rischio di creare instabilità, la necessità di una bussola o che non si possa spendere più di ciò che si incassa. Che le entrate contano quanto le uscite. E questa ‘prova di realtà’ arriva sempre, quando si arriva al potere”. E sostiene che “gli europei credono nell’eurozona, nella moneta unica. La considerano un’oasi di stabilità, rispetto ad altre aree del mondo, dove c’è molta meno affidabilità e stabilità. Con tutti i suoi alti e bassi e la sua laboriosità nei processi, l’area euro ha almeno una direzione comune. E i cittadini lo vedono. Sanno che è un bene avere una moneta unica, potersi muovere liberamente all’interno di quell’area. Sanno che l’area euro è, di fatto, il futuro”.
Quindi citando Kennedy (“il tetto va riparato finché splende il sole” afferma che “il sole splende. Stimiamo un Pil in crescita nell’area euro del 2,2%, un risultato davvero buono. E si sta rafforzando. Ma per ‘riparare il tetto’ occorrono tre mosse: completare il mercato unico dei capitali, in modo che le aziende possano trovare più facilmente dei fondi e gli investitori abbiano un portafoglio più ampio per gli investimenti. Secondo, va completata l’Unione bancaria, in modo che ci siano più sicurezza e stabilità nel sistema finanziario. Terzo, occorre creare un fondo comune per la stabilità fiscale per prepararci meglio ai ‘giorni di pioggia’ che torneranno. Queste tre riforme-chiave sono indispensabili”. (26 mar – red)
