“FI deve recuperare protagonismo valorizzando i suoi uomini e le sue donne migliori. I gruppi saranno motori di proposte politiche ed è un grande vantaggio che siano guidati da due dirigenti politici competenti e di esperienza come Maria Stella Gelmini e Annamaria Bernini, che hanno fatto dell’impegno e della passione il loro valore aggiunto”. Così al Messaggero Mara Carfagna, eletta a Montecitorio vicepresidente, per la quale è necessario “rilanciare l’identità di FI che rappresenta il cuore del centrodestra. Non ci facciamo imporre cambiamenti e non ci facciamo dettare l’agenda da nessuno. FI non fa un passo indietro, non lascia ma raddoppia. Ci hanno dato tante volte per morti e spacciati ma siamo sempre riusciti a cambiare pelle senza tradire la nostra storia, e grazie alla lungimiranza del presidente Berlusconi siamo riusciti a dare voce e rappresentanza a milioni di italiani”. Quindi niente partito unico? “No, è un’idea che non condivido. Il centrodestra è forte perché plurale. E il baricentro è nella sua anima moderata, liberale e riformista”. “Abbiamo il dovere di ricercare alleanze, sulle idee non sulle poltrone. Gli elettori ci hanno votato non per stare sull’Aventino. Bisogna trovare convergenze sui programmi alla luce del sole. Non si tratta di fare inciuci”. Convergenze anche con MSS? “Sì. Io non ho paura del M5S. La mia paura è lo stallo, l’ingovernabilità”. (30 mar / red)

