Roma, 30 mar – “Nel giorno della mia elezione ho sottolineato che le donne si sono battute per costruire un’Italia migliore. Il messaggio è: ‘Ce la possiamo fare’. Nonostante le difficoltà, le donne possono raggiungere traguardi e obiettivi che fino a ieri erano inimmaginabili. Nel corso degli anni, c’è stata una grande evoluzione in tutti i settori della vita sociale che hanno visto le donne ricoprire ruoli molto importanti. Io, nel mio discorso, ho citato la senatrice a vita Liliana Segre che è il simbolo di una storia alla quale sono legata anche nella mia vita familiare. Mio padre era stato un antifascista, partigiano, liberale, condannato a morte e poi liberato il 25 aprile a Rovigo”. Così al Corriere della sera la neo presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che avrà due vice presidenti donne, Anna Russomando e Paola Taverna. Il suo partito, Forza Italia, ha eletto ai vertici dei gruppi Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini. “Questo è certamente il segno di un rinnovamento che parte dalla modifica dell’articolo 51 della Costituzione, fatta ai tempi del governo Berlusconi. Però limitare questa scelta a una questione di genere è per me riduttivo: qui sono state valutate capacità e competenze. E il largo consenso che c’è stato su queste nomine, ad esempio Bernini e Gelmini sono state elette all’unanimità, assume questo significato: che la ricerca dei talenti non è più solo nell’ambito maschile”. Secondo la Casellati, I tempi per la formazione del nuovo governo “devono essere quelli necessari per la composizione del quadro politico istituzionale. E sono certa che il presidente Mattarella, con la sua esperienza politica, saprà indirizzare al meglio i partiti. Mi auguro che i tempi siano anche in linea con le scadenze che ci sono oggi nel Paese. Per quel che riguarda le figure terze, esterne ai partiti, non sta me a pronunciarmi. Non è il mio compito. Sarà il capo dello Stato a decidere”. Così al Corriere della sera la neo presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati che sul “veto” pentastellato a Berlusconi argomenta che “Il veto è sempre un errore perché limita ogni possibilità di confronto. E poi mi sembra che le elezioni dei due presidenti di Camera e Senato e degli uffici di presidenza stiano dimostrando che quello che appariva non ipotizzabile, oggi si è invece realizzato. Perché per comporre il quadro politico ognuno ha fatto un passo indietro”. (30 mar / red)

