Roma, 3 apr – Un’esposizione collettiva ed itinerante, fino al 30 aprile, nel dedalo di vie del centro storico di Amelia, borgo di origine romana a sud dell’Umbria, che si arrampica su tre livelli, circondato da mura “ciclopiche”, che per un mese sarà così luogo di sperimentazioni, un laboratorio e cornice di dialogo tra l’arte contemporanea e gli abitanti. Una mostra per immaginare le tappe di un percorso visivo e simbolico che accomuna, sfiorandole, la memoria e la metafora di viaggi lontani, tra oriente e occidente, tra “La Via della seta” e la “Via Francigena” che in questo territorio di orizzonti a perdita d’occhio, si sono incrociate secoli addietro. Queste tracce Claudio Pieroni, “artista visionario e colto”, le ha percepite e ha invitato i suoi artisti a ripensare questi segni e a dar loro corpo e immagine. Una proposta artistica, quella di “Sentieri”, primo festival di arte Contemporanea organizzato dal Centro Ricerca Arte Contemporanea, con la collaborazione dell’associazione Feng Huang, che è un’interpretazione e un’attualizzazione di quel ricco tessuto di scambi culturali che si costruiva nei lunghissimi viaggi di pellegrini e mercanti, nel rapporto tra le diversità feconde di lingue, abitudini, riti, comportamenti e che si concretizzerà in un gruppo di ben 33 artisti, tra i quali un manipolo di giovani cinesi, che proprio in questi paraggi hanno condotto precedentemente un laboratorio formativo. Le opere – dipinti, fotografie, video, installazioni – si incontrano negli androni di antichi palazzi nobiliari appositamente aperti per l’occasione, negli spazi monumentali delle cisterne romane risalenti al II sec. a.C, site sotto piazza Matteotti (costituite da un sistema di 10 locali deputati alla raccolta delle acque piovane per dissetare gli antichi abitanti della città di Amelia. Il complesso sotterraneo è imponente per le sue dimensioni e la visita piuttosto suggestiva) o sui muri di edifici chiesastici sconsacrati. Altre opere sono introdotte nei luoghi in abbandono lungo le strade del centro storico, botteghe chiuse, officine in disuso, magazzini dimenticati. (red)