Roma, 6 apr – “Liberi e Uguali esprime profonda preoccupazione per l’involuzione della convivenza civile in Brasile e per l’odio che si sta scatenando tra le classi sociali, preludio a possibili degenerazioni che potrebbero compromettere la tenuta della stessa democrazia costituzionale”. Così in una nota Liberi e Uguali. “Dal 2016 – prosegue il comunicato – allorché la Presidente Dilma Rousseff fu destituita con un impeachment (dai connotati esclusivamente politici), che ha leso gravemente i cardini dello stato di diritto, è in atto in Brasile un processo politico-economico che tende a privare le classi popolari dei benefici ottenuti durante i dodici anni precedenti. Il periodo delle presidenze di Lula e Roussef fu caratterizzato da un poderoso processo di redistribuzione del reddito, che permise la fuoriuscita dalla povertà di decine di milioni di brasiliani. La crescita della economia di quegli anni fu accompagnata per la prima volta nella storia di quel paese da significative politiche sociali che accentuarono significativamente il benessere di larghi strati della popolazione, senza intaccare gli enormi profitti dell’élite economica. I progressi nell’occupazione, nella legislazione del lavoro, nella tutela dei diritti fondamentali, nella salute come nella educazione pubblica furono tali da configurare l’inizio di uno “stato del benessere” in un paese fino ad allora noto per la sconvolgente disparità tra ricchi e poveri. In quegli stessi anni, le statistiche delle Nazioni Unite indicavano che il Brasile era l’unico paese al mondo nel quale la forbice tra ricchezza e povertà diminuiva, in controtendenza rispetto a tutti gli altri paesi, compreso il nostro, nei quali invece si osservava che le politiche economiche dominanti avevano invece comportato l’ampliamento delle disparità sociali”. (SEGUE / BIG ITALY)