New York, 10 apr – In ambito G&P aumenteranno l’EBIT a 800 milioni di euro nel 2021, generando un free cash flow nell’arco di Piano pari a 2,4 miliardi di euro. Anche R&M accrescerà significativamente il proprio EBIT, dai 600 milioni di euro del 2018 ai 900 milioni di euro di fine Piano, con un free cash flow cumulato di oltre 2 miliardi di euro. Altri 300 milioni di euro di free cash flow cumulato deriveranno dalla Chimica, che nel 2017 ha ottenuto una performance record e che proseguirà nei prossimi quattro anni a conseguire risultati positivi. Nell’arco del Piano la generazione di cassa operativa continuerà a crescere, a fronte di un livello di costi e investimenti costante rispetto al Piano precedente. Il Piano di Eni prevede poi un percorso di decarbonizzazione con una chiara e definita strategia climatica integrata al proprio modello di business che si fonda sulle seguenti leve: la riduzione delle emissioni di CO2 nell’ambito delle attività operative, il portafoglio oil & gas “low carbon” caratterizzato da progetti convenzionali e a bassa intensità di CO2, lo sviluppo dei business green attraverso l’impegno crescente nelle rinnovabili, e l’impegno in attività di ricerca scientifica e tecnologica. Grazie a questo percorso si ridurrà l’indice di intensità emissiva GHG del business upstream del 43% entro il 2025 rispetto al 2014. Infine, trasversale a tutte le attività, è stato definito un profondo processo di digitalizzazione, che prevede oltre 150 progetti distribuiti lungo tutta la catena del valore, che consentirà, alla fine del piano, la riduzione del 7% dei costi di produzione, del 30% dell’arco temporale improduttivo nelle attività operative e del 15% della tempistica di esecuzione delle attività esplorative. “A fine Piano – chiosa l’ad di Eni – saremo in grado di fare fronte a investimenti e dividendi a un prezzo del Brent pari a 50$ il barile, rafforzando ulteriormente il nostro portafoglio di attività e accelerando la generazione di valore per i nostri azionisti”. (BIG ITALY / Roc)