Roma, 10 apr – Oggi a Roma è stato presentato il Rapporto CER 4/2017, ‘Commercio di beni e commercio di servizi. La posizione dell’Italia’, illustrato da Beniamino Quintieri (presidente SACE), Vladimiro Giacché (presidente CER), Lelio Iapadre, (Università dell’Aquila – CER), Roberto Carpaneto (direttore generale RINA SpA) e Stefano Manzocchi (direttore Dipartimento Economia e Finanza LUISS Guido Carli). “E’ importante la collaborazione tra enti di ricerca, operatori economici, bancari, assicurativi e istituzioni – ha spiegato Giacché subito dopo l’introduzione del ‘padrone di casa’ Quintieri – per riuscire a migliorare la proiezione estera delle nostre imprese”. Poi la parola è passata al professor Iapadre, che ha illustrato il rapporto. I punti chiave della relazione del Centro Europa ricerche evidenziano un recupero in competitività dell’Italia nel commercio di manufatti ma una perdita nello scambio di servizi. Proprio questo ultimo punto è stato protagonista della parte monografica del rapporto. Il settore sta acquistando sempre maggiore importanza ma negli ultimi anni, anche se non è ancora semplice ottenere dati di pari qualità a quelli per lo scambio di merci. In questo contesto, la posizione dell’economia italiana è molto debole e la sua quota sulle esportazioni ha subito una flessione maggiore rispetto a quella registrata per i beni, con vantaggio per economie emergenti e altri Paesi europei. Una tendenza che mette a nudo i problemi di competitività dell’Italia nel settore terziario, dove sembra non sia adeguata la capacità di innovare sia dal punto di vista tecnologico sia organizzativo per far crescere la produttività al pari di altre nazioni concorrenti. In più, si scontano i limiti del modello di apertura internazionale del Paese, che nel settore dei servizi sono maggiormente vincolanti. In conclusione, Carpaneto ha portato a testimonianza l’esperienza di RINA, di cui è direttore generale, sul mercato estero per offrire uno spunto risolutivo: “Le aziende italiane devono attivare un processo di formazione e maturazione – ha suggerito – e fare gruppo tra loro, magari inizialmente partendo al seguito di altre imprese, sempre italiane, e poi con l’esperienza maturata riuscire a lavorare all’estero con clienti esteri”. (Peg / BIG ITALY)