Roma, 10 apr – Attiva da anni nel PD Germania e PD Europa, Schirò era l’unica esponente italo-tedesca in lista: “Non credevo di farcela. Per me è stata già una conquista il fatto di trovarmi in una lista di candidati. Ho cercato di fare del mio meglio. La mia è stata una campagna elettorale molto low budget: avevo davvero poche risorse a disposizione e tempi stetti. Eppure ogni singolo passaparola si è rivelato prezioso per ottenere quello che è stato un risultato incredibile. Non dimenticherò mai la notte dello scrutinio a Castelnuovo di Porto”. E proprio a proposito delle polemiche nate al Centro polifunzionale della Protezione Civile che ha ospitato i 700 seggi del Collegio per l’Estero, Schirò sottolinea: “E’ lì che sono confluiti tutti i voti espressi dai circa 4,3 milioni di italiani fuori dall’Italia. Credo sia doveroso riflettere e rivedere alcune modalità del voto all’estero per evitare caos, ritardi, polemiche. E’ stato spiacevole ritrovarmi di fronte a persone che non avevano le giuste competenze per svolgere il ruolo che gli era stato assegnato. Molte persone non si sono presentate. Il mio – continua Schirò a proposito della sua elezione – è stato un testa a testa con Alessio Tacconi: una persona che trovo molto preparata e ricca di esperienza. La vittoria per me è stata una sorpresa: che emozione vedere visto scritto il mio nome tutte quelle volte!” aggiunge la deputata, italiana di seconda generazione in Germania. (PO / SEGUE)