Roma, 10 apr – Acanfora è un giovane poliziotto che indaga e che scopre una realtà corrotta dalla paura, dall’egoismo, dall’indifferenza e una soluzione inaspettata, al di là di ogni ragionevole giustificazione. Attraverso il suo racconto, che il tempo ha trasformato in ossessiva testimonianza, vengono evocati i personaggi di questa storia, dalla madre apprensiva del poliziotto, al Commissario Sant’Agata segnato da un drammatico passato, agli ambigui testimoni del palazzo che svelano il mondo circostante spogliandolo da ogni indulgenza. Gli anni sono passati per il giovane Acanfora, ma non hanno cancellato del tutto la sua umanità, che affiora ripetutamente, a volte ingenua, ironica, divertente fino alle lacrime, ma che alla fine ci riporta ai valori fondamentali della vita e dell’etica. Liberamente ispirato a una storia vera accaduta a Napoli negli anni ‘90, il testo è in programma dal 13 al 30 aprile all’Eliseo Off. E’ stato selezionato per la rassegna del 1997 di Montecastello di Vibio, destinata ai monodrammi. È stata quella l’unica occasione in cui è stato messo in scena, sempre con Massimo Andrei e con la regia di Pierpaolo Sepe, risultando poi vincitore della rassegna stessa. Una persona onesta – aggiunge Pierpaolo Sepe – a contatto con una realtà dura e inevitabile, si trova di fronte a due scelte: accettarla e affrontarla con le stesse armi che quella realtà le offre, cioè la disillusione e la prepotenza; oppure sottrarsi al confronto e chiudersi in un’ostinata solitudine ed emarginazione. Integrarsi, essere parte, non può e non deve significare diventare l’oggetto del disprezzo del bambino che tutti siamo stati. (Red)