“La tecnologia può elevare il lavoro e creare tempo libero, ma la sua avanzata si accompagna al consumo diffuso di ansiolitici. Ogniqualvolta si assiste ad un’accelerazione del progresso tecnologico, le tesi secondo cui le macchine sostituiranno interamente l’uomo prendono piede. La fine del lavoro è stata decretata centinaia di volte, con un pessimismo tecnologico che trascende gli anni di crisi. Eppure nelle economie di tutto il mondo si continuano a generare milioni di posti di lavoro e il tasso di occupazione è cresciuto nel corso del XX secolo pressoché ovunque”: così il direttore scientifico del Festival dell’Economia di Trento Tito Boeri, la cui tredicesima edizione – in programma dal 31 maggio al 3 giugno e presentata oggi presso la sede romana della casa editrice Laterza – analizzerà problemi e opportunità del rapporto tra lavoro e tecnologia tra passato, presente e futuro. “Le nuove tecnologie sono molto importanti nel cambiare l’organizzazione del lavoro e condizionano il benessere delle persone – ha spiegato a margine Boeri – ci sono molti interrogativi riguardo al loro effetto, molte preoccupazioni sul fatto che possano sostituire il lavoro, perché l’intelligenza artificiale e i robot possono sostituire anche il lavoro qualificato”. “Affronteremo questo tema guardando da un lato alle lezioni della storia rispetto al rapporto tra macchine, progresso tecnico e lavoro, poi anche ai dati che cominciano ad essere disponibili sulla diffusione dei robot industriali e sull’impatto che hanno avuto sul mercato del lavoro” aggiunge il direttore scientifico, secondo cui “il tema di fondo è chi si appropria dei vantaggi del progresso tecnologico e come permettere ai lavoratori di partecipare agli utili che vengono generati da queste macchine e da questi robot. Ci sono tanti modi per farlo, sia attraverso la tassazione che attraverso la partecipazione dei lavoratori agli utili d’impresa, su questo ci interrogheremo”. Un tema che sarà affrontato sarà anche quello dei sindacati, “punzecchiati” da Boeri nel corso della presentazione: “Il sindacato nostrano mostra in questo momento sempre più attenzione a ciò che sta fuori dal lavoro piuttosto che al mondo del lavoro dove invece ci sono problemi molto seri che stanno emergendo anche riguardo all’impatto delle nuove tecnologie. Vedo anche ammiccamenti nei confronti di chi propone di spendere ancora di più senza considerare i vincoli di bilancio, dimenticando che queste forme di populismo sono le stesse che quando i populisti stanno al governo hanno portato alla distruzione di tutto ciò che sta nel mezzo, dei corpi intermedi, compreso il sindacato”. Il Festival sarà “un’occasione per promuovere il metodo scientifico, in Italia c’è una forte tendenza a negare il metodo scientifico” spiega ancora il presidente dell’Inps, facendo l’esempio del “negazionismo di chi propone con il nostro debito pubblico la flat tax al 15 per cento” e aggiungendo che “se non si arriva ad analisi obiettive dei dati c’è il rischio che queste tesi estreme continuino ad essere ascoltate e questo è molto negativo per la democrazia”.
ROSSI. “Il festival ormai è diventato un appuntamento fisso di riflessione anche importante sotto il profilo politico: non si parla di politica pura ma ci sono tanti argomenti che possono guidare i decisori in una funzione di innovazione delle politiche sul rapporto tra lavoro e tecnologia – ha invece affermato il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi – C’è la preoccupazione di evitare che la tecnologia impoverisca il lavoro da un punto di vista quantitativo ma anche qualitativo ma ci sono grandi opportunità che la tecnologia offre e il Festival è un’occasione per saperle cogliere”. “Io credo che dal Festival – aggiunge il governatore – uscirà un messaggio di ottimismo e di fiducia ma anche di grande attenzione a uno sviluppo basato sulle tecnologie che non deve mai dimenticare che la persona e l’uomo sono al centro”. Il rettore dell’Università di Trento Paolo Collini ha invece sottolineato come sia “importante interrogarsi sul futuro del lavoro. È importante anche per chi fa formazione. Riflettiamo su una sfida e approfittiamo di questa occasione per cercare di fare meglio il nostro lavoro. Il festival è destinato anche ai giovani e agli studenti. È divertimento intellettuale”. (Roc – 17 apr)