Roma, 23 apr – Durante il periodo di campagna, soprattutto tramite la radio, Voci di confine racconterà alcune storie significative, per ribadire che la migrazione può essere una “bella storia” e si intreccia strettamente con la vita quotidiana degli italiani. Da una chef peruviana che usa materie prime italiane d’eccellenza ad un parroco pugliese che ha scelto di sottotitolare le sue omelie per farle seguire ai migranti accolti nel paese. Da una squadra di rugby di giovani rifugiati al Re dell’offerta musicale afro-latina a Roma. Dalla storia d’amore da cui è nata la graphic novel “La Sposa Yemenita” , fino appunto alla storia di Leonart, ribattezzato da subito “Leonart Mani di forbice” per le sue creazioni “verdi”. Si aggiungeranno dei video da alcuni confini africani. Quell’Africa che, secondo allarmismi molto popolari, si sta per “riversare tutta” in Italia. In realtà, secondo le stime fornite da IDOS per la campagna, l’Africa risulta il continente con la più bassa percentuale di migranti internazionali nel mondo (13,4%). Attraverso i video, la campagna racconterà la esemplare risposta dell’Uganda nell’accoglienza di profughi sudsudanesi e non solo. Oltre alla campagna il progetto prevede percorsi educativi nelle scuole e negli spazi di educazione informale; incontri territoriali che vedranno protagonisti le associazioni delle diaspore e di volontariato, gli enti locali, le ONG e i soggetti privati. “Una narrazione maggiormente equilibrata e obiettiva delle migrazioni è particolarmente preziosa e urgente nel contesto attuale. Troppo spesso e da troppi anni, infatti, gli immigrati sono diventati il capro espiatorio di mali e criticità endemiche del Paese, lasciati senza voce e con sempre meno diritti ai margini della vita collettiva”, commenta Luca Di Sciullo, Presidente di IDOS. (Red)
