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25 APRILE: 9,1 MILIONI
DI ITALIANI IN GITA

it@withub.it by it@withub.it
25 Aprile 2018
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Spostamenti in giornata per la maggioranza degli italiani in viaggio con 9,1 milioni di persone che hanno scelto di fare una gita fuori porta al mare, in campagna, nei parchi o comunque nel verde, anche con il classico picnic, dentro e fuori delle città. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti/Ixè per la Festa della Liberazione dalla quale si evidenzia peraltro che altri 7 milioni di italiani hanno invece colto l’occasione dei ponti di primavera per fare una vera vacanza con almeno un giorno fuori casa. A favorire le partenze per la Festa della Liberazione sono state – sottolinea la Coldiretti – le positive previsioni meteo che hanno condizionato ben il 79% dei vacanzieri, dopo un inizio primavera più freddo e molto piovoso con la caduta a marzo del 74% in più della media. Se le spiagge sono state le destinazioni prescelte, il relax nel verde si conferma essere una tradizione favorita – continua la Coldiretti – dalla pluralità di mete disponibili senza dover percorrere grandi distanze, in un Paese come l’Italia che può contare su quasi 900 parchi e aree naturali protette che coprono il 10 per cento del territorio nazionale. Prepotente il ritorno del picnic per il quale insieme a salumi, formaggi, e alle tradizionali grigliate sul posto a base di carne, pesce ed anche verdure c’è chi ha scelto il più moderno finger food ma anche chi ha preferito portare da casa polpette, frittate di pasta o di verdure, pizze farcite, ratatouille o le più salutari macedonie. Molti gli ospiti negli agriturismi per l’opportunità di trascorrere una giornata lontano dalle città senza rinunciare – sottolinea la Coldiretti – alla comodità e alla protezione garantita dall’ospitalità delle aziende di campagna. Sono 800mila gli italiani e gli stranieri che hanno scelto di sedersi a tavola in agriturismo durante il lungo ponte del 25 aprile per cogliere l’opportunità di trascorrere una giornata lontano dalle città senza rinunciare alla comodità garantita dall’ospitalità delle aziende di campagna, secondo Campagna Amica. Molte delle 23mila aziende agrituristiche presenti in Italia – sottolinea la Coldiretti – si sono attrezzate con l’offerta di alloggio e di pasti completi ma anche di colazioni al sacco o con la semplice messa a disposizione spazi per picnic, tende, roulotte e camper per rispettare le esigenze di indipendenza di chi ama prepararsi da mangiare in piena autonomia, ricorrendo eventualmente solo all’acquisto dei prodotti aziendali. L’agriturismo torna in auge in occasione dei ponti di primavera. “Ma attenzione alle fregature” avverte Primo Mastrantoni, segretario Aduc: “I furbi, come al solito, non sono pochi e sotto le mentite spoglie di una struttura agrituristica si cela il semplice ristorante in campagna. Vediamo di capire. L’agriturismo è un’attivita’ complementare rispetto a quella propriamente agricola, vale a dire che l’agricoltore integra le entrate derivanti dalla propria attivita’ di conduzione del fondo (che deve essere preminente, a differenza di quella relativa al turismo rurale e all’ecoturismo che non prevedono tale obbligo) con l’offerta di vitto e/o alloggio. La ristorazione prevede la somministrazione di pasti e bevande ricavati prevalentemente dalle materie prime dell’azienda e della zona. Un’ottima iniziativa, prevista dalla normativa nazionale e da quelle attuative regionali, che ha lo scopo di valorizzare i prodotti locali e nel contempo fornire un’ulteriore fonte di reddito per l’agricoltore. Per questo, oltre ai tradizionali sostegni all’agricoltura, le aziende agrituristiche ricevono finanziamenti pubblici aggiuntivi e facilitazioni (deroghe urbanistiche e sanitarie, formazione, promozione, ecc.), destinati a sostenere questa benemerita attivita’. Insomma il consumatore nel momento in cui siede a tavola ha gia’ dato un contributo, con le proprie tasse, allo sviluppo dell’azienda agrituristica e vorrebbe tranquillamente gustare i ‘prodotti del contadino’. Succede a volte che le materie prime non siano prevalentemente ricavate dall’attivita’ del podere”. Come distinguere dunque un agriturismo vero da uno fasullo? Chiedere l’estensione della azienda: un agriturismo non puo’ avere, per esempio, un solo ettaro di terra per fornire i propri alimenti; chiedere quanti posti ci sono nel ristorante: un agriturismo non puo’ avere 200 coperti; chiedere quali materie prime produce l’azienda: se c’e’ solo l’orto, di proprio al massimo possono fornire il rosmarino; chiedere se nelle vicinanze esistono impianti industriali, autostrade o grandi citta’: l’aria pulita dovrebbe essere una condizione essenziale da esigere; chiedere il prezzo: come gia’ detto, un contributo con le nostre tasse l’abbiamo dato. Riteniamo equo un costo medio di 40 euro a persona a notte, compresa la prima colazione (con prodotti locali e non con i dolci industriali); chiedere un depliant dell’azienda o visitarne il sito internet”. (25 apr – red)

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