Bruxelles, 25 apr – “Quando alcuni Stati – ha aggiunto Tajani – che beneficiano del mercato interno, offrono condizioni irrisorie, palesemente inique, a multinazionali e giganti del web per attirarli sul proprio territorio, di fatto danneggiano tutta l’Unione. Come proposto da Parlamento e Commissione, le piattaforme andrebbero tassate dove creano valore; ossia dove raccolgono pubblicità, vendono dati, hanno visualizzazioni e contatti, o effettuano transazioni. Con il sistema di risorse proprie chiesto dal Parlamento, queste entrate consentirebbero di aumentare notevolmente il bilancio Ue senza gravare sui cittadini.” “L’Unione è la nostra forza. Per far crescere start up e modelli di business innovativi, abbiamo bisogno di economie di scale e risorse. Solo insieme, in un mercato integrato del digitale con 500 milioni di utenti, possiamo avere successo. Nessuno Stato membro da solo è in grado di sviluppare la connettività 5G, la cybersicurezza, la gestione di grandi quantità di dati. Dall’avvento di internet figure professionali come l’analista di dati, i programmatori di software, i creatori e gestori di algoritmi, i bloggers, sono diventate fondamentali. Secondo il World Economic Forum il 65% dei bambini che entrano nella scuola primaria svolgeranno lavori che oggi non esistono. Questo comporta una necessaria riforma del sistema educativo europeo nel suo complesso”. (red)