Roma, 26 apr – Tra i 125 paesi da cui sono state inviate le immagini, l’Italia è uno dei maggiormente rappresentati, come ha fatto notare il direttore Boering: “Sono tanti i fotografi italiani che ogni anno prendono parte al nostro concorso; concorso che viene mostrato in tutto il mondo, a testimonianza di quanto alle persone interessi non solo la fotografia ma anche quello che viene mostrato”.
La foto dell’anno, scelta da una giuria indipendente, formata da esperti internazionali, nella categoria Spot News, è di Ronaldo Schemidt (Caracas, 1971), fotografo venezuelano dell’Agence France Presse. Ad essere premiato, uno scatto che ritrae un ragazzo in fuga, avvolto dalle fiamme, durante una manifestazione nel maggio del 2017, contro il presidente Nicolás Maduro, a Caracas.
Ai tre fotografi presenti il compito di illustrare ai giornalisti i loro lavori, a cominciare da Francesco Pistilli, terzo nella categoria Notizie generali – Reportage. Quattro le foto esposte del reportage sulle migrazioni nella rotta balcanica, composto di 10 immagini, scattate a Belgrado nel gennaio del 2017: “Sono andato nella capitale serba dopo un tweet di una amica italiana, la prima a essere entrata nel campo profughi allestito in un deposito abbandonato dietro la stazione principale della città: c’erano stipate 1.200 persone, afgani e pakistani soprattutto, bloccate nel tentativo di attraversare la Serbia per entrare in Europa. Nei giorni in cui sono stato, si sono presi cura di loro soltanto i volontari di Hot Food, che portavano loro del cibo una volta al giorno, e Medici senza frontiere, con una clinica mobile. Ho fotografato solo uomini e minori non accompagnati; le donne erano state portate nel campo allestito a Idomeni. Ho visto esseri umani senza acqua, con poco cibo, con la possibilità di scaldarsi solo con le coperte grigie che l’UNHCR aveva fornito loro, in attesa di trafficanti che vendessero loro la possibilità di passare la frontiera: una sorta di uomini-uccello, avvolti in pieno inverno da coperte che di giorni si aggiravano intorno alla stazione senza che nessuno li notasse o si preoccupasse per loro”.
(bur / PO / BIG ITALY / SEGUE)