Secondo il presidente del Coni Giovanni Malagò, come sostiene in una intervista a Il Tempo, il sindaco di Roma Virginia Raggi si sarebbe pentita del suo no alla candidatura di Roma per le Olimpiadi 2024: “Ma penso anche che non lo potrà mai dire: forse lo dirà più avanti”, “e ci sono due elementi che mi portano a questa considerazione. Il primo perché è noto che il Movimento oggi supporti fortemente la candidatura di Torino per i Giochi del 2026: addirittura in contrapposizione a un’altra candidatura che era anche partita prima che è quella di Milano e adesso non ultima quella di Cortina”, “il secondo motivo che mi fa pensare al fatto che si sono clamorosamente ricreduti è questo. Mi riferisco a una inchiesta a pagina 8 del Sole 24 Ore sugli investimenti nelle grandi città. Il titolo che mi ha fatto sobbalzare dalla sedia è: ‘Investimenti, Milano batte Roma 11 a 1’. Vado a vedere che la Capitale tra le sette città prese in esame è quella messa peggio in investimenti, ridotti solo al 9% (Milano ne ha il 43% e non è la migliore) perché alle prese con spesi correnti pari al 91%. Questo al Comune o non lo sapevano e lo hanno scoperto dopo, o hanno fatto l’errore del secolo. Roma è ultima in tutto in questa classifica: è come se tu guadagnassi tremila euro al mese ma di partenza ne hai da pagare 2.700 di spese fisse. Poi devi campare con i trecento euro che restano. Anche se sei Steve Jobs, ma che cavolo puoi fare se hai solo il 9% da destinare agli investimenti. E se vai a vedere la voce sugli investimenti di Roma per giovani e sport è di 4 euro pro capite contro 51 di Milano, il 33 di Bologna e addirittura il 62 di Firenze”. Precisa quindi che, come Coni, “paghiamo tutto noi. Il Sei nazioni, tanto per fare un esempio, è un movimento mostruoso che porta indotto alla città: ma lo paghiamo tutto noi. E’ chiaro che se sei un manager di livello questo numero lo devi andare a migliorare. Ma è chiaro anche, e ci tengo a dirlo perché non sembri un attacco all’amministrazione Raggi, che questa è una situazione che la sua amministrazione ha ereditato e quindi questo è un punto a favore dell’attuale sindaco. Ma proprio per questo tu non puoi tener conto di qualcuno che vuole investire in questa città, sia al governo centrale, sia al Cio che ti dà, solo lui, due miliardi di euro”. Malagò sottolinea, tornando alla posizione dell’amministrazione grillina a Torino, che “non hanno un pregiudizio a monte nei confronti della candidatura olimpica. E cosa dicono le persone di Torino (che tra l’altro incontrerò nelle prossime settimane)? Che vogliono farle ma utilizzando strutture già esistenti, riattivando ciò che si è dismesso, con grande attenzione a tutta la parte ambientale, il rispetto dell’ecologia. Che sono poi le cose che ho sempre sostenuto”. Che erano poi i punti di partenza anche della candidatura di Roma… “Esatto. Io gli avevo detto, lasciatevi una finestra aperta, dopo di che mi fate sapere come volete impostare la candidatura, la costruzione del dossier olimpico perché da parte mia non c’era nessun pregiudizio”, “secondo me noi eravamo, a livello di candidatura olimpica, molto, ma molto, forti. Io ho ancora la gente che mi ferma per strada dicendomi che l’abbiamo buttata. Ma lo dico senza polemica, perché sono uno di quelli che sa voltare pagina, però penso il danno creato, soprattutto alle nuove generazioni come posti di lavoro è enorme”. E precisa: “E’ un dato di fatto che il danno procurato è incalcolabile”. Quindi sottolinea: “Credo che in quel momento la candidatura di Roma abbia incrociata la tempesta perfetta: loro erano sotto assedio per tutte le problematiche che ben conosciamo. La base che voleva dare un segnale di discontinuità rispetta a quanto successo prima e molto altro. Oggi sarebbe stato tutto diverso, purtroppo chi ci è andato di mezzo è la città di Roma”. (26 apr – red)