Roma, 27 apr – Nel 2015 la spesa per ricerca e sviluppo in Italia aumenta in termini sia nominali sia reali (nell’ordine +1,7% e +0,9% rispetto la 2014) e si stabilizza in rapporto al Pil (1,34%). Il valore del nostro Paese è inferiore a quello medio europeo (2,03%), ancora distante dall’obiettivo nazionale della Strategia Europa 2020 (1,53%) e dal target europeo del 3%. Questi i dati presenti nel report ‘Noi Italia’, pubblicato oggi dall’Istat. Nel 2017 la quota di imprese con almeno 10 addetti che utilizzano un sito web per presentare la propria attività sale al 72,1% (46,3% nel 2004), ma l’Italia si colloca al diciannovesimo posto tra i paesi dell’Ue. Finlandia, Danimarca e Svezia sono ai primi posti, con quote superiori al 90%. A livello territoriale, le imprese del Mezzogiorno sfruttano meno rispetto a quelle localizzate nel resto del Paese la possibilità di accedere a mercati più ampi attraverso l’utilizzo del web: quasi 16 punti percentuali le distanziano da quelle del Centro-nord. Gli addetti alla ricerca e sviluppo (in unità equivalenti a tempo pieno) nel 2015 sono 4,3 ogni mille abitanti, in aumento rispetto al 2014 ma la distanza dall’Ue (5,6) resta alta e l’Italia si colloca al di sotto di tutte le economie più importanti. Sul territorio nazionale resta elevato il ritardo del Mezzogiorno. Nel 2017 in Italia aumenta l’utilizzo del web, con il 65,3% della popolazione di 6 anni e più che si connette e il 47,6% che lo fa quotidianamente. Il nostro Paese rimane nelle ultime posizioni della graduatoria decrescente europea (79% la media Ue nel 2016), seguito solo da Grecia, Bulgaria e Romania. Anche la quota di famiglie che dispongono di un accesso a Internet mediante banda larga si conferma inferiore alla media europea (70,2% nel 2017; l’83,0% nell’Ue nel 2016). (red)