Roma, 27 apr – Secondo il rapporto ‘Noi Italia’, presentato oggi dall’Istat, nel 2016, con il 12% degli oltre 511 milioni di abitanti dell’Ue, l’Italia si conferma il quarto paese europeo per importanza demografica dopo Germania, Francia e Regno Unito. Oltre un terzo della popolazione italiana è concentrata in tre regioni: Lombardia, Lazio e Campania. Con riferimento alle quattro grandi ripartizioni geografiche, il Mezzogiorno è l’area più popolata del Paese, ma è anche quella che ha perso più popolazione rispetto all’anno precedente. Dopo tre anni di rallentamento, nel 2016, la dinamica migratoria aumenta leggermente, grazie all’incremento delle iscrizioni dall’estero a fronte della crescita delle cancellazioni verso l’estero (coloro che lasciano il nostro Paese, di cittadinanza italiana o no). Il bilancio naturale della popolazione continua a presentare valori negativi in tutte le ripartizioni, ma con un’intensità nel Mezzogiorno inferiore a quella del Centro-nord. Non si ferma la crescita degli indici di vecchiaia e di dipendenza: al 1° gennaio 2017 ci sono 165,3 anziani ogni cento giovani e 55,8 persone in età non lavorativa ogni cento in età lavorativa. In ambito europeo, l’Italia si attesta al primo posto nella graduatoria decrescente per l’indice di vecchiaia, superando la Germania (rispettivamente 161,4 e 159,0% nel 2016); al quarto posto dopo Francia, Svezia e Finlandia per l’indice di dipendenza (55,5% in Italia, 53,2 la media dell’Unione nel 2016). A livello di ripartizioni, nel Centro-Nord si registrano i valori più elevati dei due indici (rispettivamente 174,3 e 57,8), con una significativa differenza rispetto ai dati del Mezzogiorno (148,7 e 52,3). (SEGUE)