Verona, 27 apr – “Nonostante i numeri positivi, dobbiamo fare i conti con una situazione che nel mercato italiano dei formaggi duri vede marchi di fantasia cercare di affermarsi approfittando di lacune normative e accordi commerciali aggressivi – puntualizza Stefano Berni, direttore Consorzio Tutela Grana Padano. Per contrastare questo fenomeno abbiamo approvato alcune modifiche statutarie che renderanno più difficile l’affermarsi di prodotti di imitazione e che rappresenteranno un elemento determinante di garanzia, serietà e trasparenza rispetto all’operato del CdA per valorizzare meglio il Grana Padano sul similare. Il secondo, è il Piano Produttivo cardine dell’organizzazione consortile dal 2006 ad oggi, che ci ha permesso di difendere il valore del prodotto e l’aumento delle quantità. In questa direzione dobbiamo continuare e ne riproporremo pertanto l’approvazione entro l’autunno per il prossimo triennio 2019-2021”. “L’innovazione è un altro dei punti essenziali su cui stiamo investendo risorse ed energie per offrire un prodotto sempre migliore e per differenziarci rispetto ai similari patendo dalla qualità – prosegue Baldrighi. Grazie alla ricerca continua stiamo arrivando alla possibilità di usare il caglio vegetale, di abbandonare il lisozima, di identificare il Grana Padano come un prodotto DOP sempre più sostenibile sia dal punto di vista ambientale che per quanto riguarda il benessere animale. Sulla sostenibilità – conclude il presidente Baldrighi – serve un cambio di mentalità che potrebbe rivelarsi un discrimine tra chi, adeguandosi, potrà continuare a produrre latte per Grana Padano e chi, invece, dovrà uscire dalla filiera”. (BIG ITALY / Red)