Roma, 27 apr – Dalla leggendaria bottiglia della salsa di soia Kikkoman, alla Nikon F, fino a esoscheletri, automobili e aerei. Una selezione di cento pezzi, tra design domestico/elettrodomestico e classici prodotti dagli anni ’50 in poi, sono esposti nella mostra “Japanese Design Today”, fino al 19 maggio, all’Istituto Giapponese di Cultura di Roma. Scrive il curatore Hiroshi Kashiwag: “Nel 2013 il monte Fuji è registrato come Patrimonio dell’Umanità e la cucina giapponese è designata Bene Culturale Immateriale. Di conseguenza, molti hanno potuto farsi un’idea del monte Fuji e della cucina nipponica. Mi pare, tuttavia, che il design possa essere veicolo ancora più efficace per avere informazioni sulla diversità di vita e cultura del Giappone contemporaneo. C’è un mare di aspetti osservabili nella produzione di un design, nella tecnologia che lo rende possibile, la sua funzione, la struttura che può renderlo applicabile e il gusto dei fruitori quanto a materiale, forma e colore. Esistono innumerevoli possibilità per risolvere i problemi relativi all’utilizzo di un prodotto. Persino un oggetto semplice come un apribottiglie o una clip può essere concepito e disegnato in mille modi diversi. La funzione di alcuni degli oggetti esposti in Japanese Design Today/100 potrebbe non essere immediatamente riconoscibile a causa della linea innovativa, pensata in rispostaal problema posto. Alcuni design industriali seguono i recenti trend globalistici, altri perseguono la tradizione giapponese, altri riflettono il gusto delle masse: la maggiore o minore complessità è dettata dalla cultura di chi produce e usa. Quando siamo in viaggio, osserviamo edifici, oggetti nelle vetrine, gli abiti indossati dalla gente; tutto è stato disegnato da qualcuno, tutto può darci informazioni sulla cultura locale”. (red)