“Il sentiero è stretto, ma c’è ed è percorribile per la formazione di un governo a guida centrodestra. Magari che prenda spunto dall’esecutivo Andreotti che nel 1976 varò un governo di minoranza, della non sfiducia: allora durò tre anni e fece cose buone per il Paese come combattere il terrorismo rosso e portare l’Italia fuori dalla crisi”. Così il deputato di Forza Italia Renato Brunetta in un’intervista al Mattino. “Le elezioni – afferma l’ex ministro – le ha vinte il centrodestra unito con oltre il 37 per cento dei voti, il M5s ha perso a cinque punti di distanza e non può accampare alcuna richiesta. Né di premiership, né tantomeno di essere il king-maker del prossimo governo, tantomeno può pretendere di mettere veti all’interno del centrodestra, veti che se accettati o subiti significherebbero il tradimento della volontà degli elettori di Berlusconi, Salvini e Meloni”. Tra M5S e Pd, prevede Brunetta, “finirà a pesci in faccia. Sia quando si terrà la direzione del Pd e si apriranno crepe nel partito tra le varie componenti, sia tra i Democrat e i 5 Stelle. Sarà un bene per il Paese. Un eventuale, quanto paradossale accordo tra chi ha perso e chi ha straperso verrebbe visto come un insulto alla democrazia. Proprio per questo credo che lo stretto sentiero del centrodestra abbia buone possibilità di portare ad un governo, lo chiamerei un governo della responsabilità”. (Red – 30 apr)