“Chi vive all’estero si è espresso in modo molto diverso rispetto al voto sul territorio nazionale, dando forza al Partito democratico e dando anche un segnale di apprezzamento rispetto al processo di riforme che è stato messo in atto con gli ultimi due governi, Renzi e Gentiloni. Un nostro connazionale che vive soprattutto in Europa, che ha sentito sulla propria pelle il fatto che il nostro Paese abbia riacquistato negli ultimi prestigio internazionale, guarda con preoccupazione alla nuova fase politica di stallo proprio perché ha la consapevolezza che quel credito che l’Italia era riuscita a riconquistare rischia di essere messo a repentaglio e il nostro Paese può diventare il problema d’Europa”: Laura Garavini, senatrice del Pd eletta all’estero nella Circoscrizione Europa, una “italiana europea” come ama definirsi, conosce bene gli umori e i sentimenti dei nostri connazionali oltreconfine, la loro apprensione per una fase che “rischia di far precipitare l’Italia nell’incertezza e nell’instabilità politica, proprio perché avevano molto apprezzato il fatto di poter tornare a stimarsi per essere italiani all’estero”. Gli italiani all’estero sentono in prima persona l’impegno di essere i primi ambasciatori del Sistema Italia e dell’immagine del nostro Paese nel mondo, ma le loro preoccupazioni sono anche legate in questo momento a situazioni specifiche e interessi concreti: “Senz’altro – spiega Garavini – continua a restare attuale l’esigenza di estendere l’esenzione dell’Imu a tutti i connazionali che vivono all’estero. Siamo riusciti con il governo Renzi a prevederne l’esenzione per i pensionati che percepiscono una pensione straniera, ma resta l’ingiustizia nei confronti di tutti gli altri concittadini e quindi sarebbe utile estendere questa esenzione a tutti i connazionali possessori di un immobile almeno sotto un certo reddito. Ma ad oggi l’emergenza più forte – aggiunge la senatrice eletta all’estero – reputo che sia quella legata al post-Brexit: abbiamo una situazione fortemente critica, in particolare al Consolato di Londra, in merito alla difficoltà oggettiva di emettere documenti di identità. Su questa situazione c’è bisogno di intervenire subito perché tanti nostri concittadini, già gravati da un’incertezza legata all’esito referendario sulla Brexit, si trovano in grande difficoltà nel momento in cui hanno richiesto il passaporto italiano e non riescono da avere una risposta”.
GOVERNO. La senatrice – residente a Berlino e trasferitasi in Germania nell’89, durante le settimane della caduta del muro – sottolinea le grandi differenze che intercorrono tra il caso italiano e quello tedesco: “Lì, dopo una fase di conflittualità durata la bellezza di sei mesi, adesso si è arrivati a una grande coalizione ma è tutto un altro discorso rispetto al nostro Paese: inizialmente si era pensato a un’alleanza ‘giamaica’ tra forze diverse di destra, popolari, liberali e verdi, ma questa ipotesi di governo non si è realizzata e la Spd, nonostante avesse dichiarato subito dopo il voto che si sarebbe mantenuta all’opposizione, ha optato poi per una grande coalizione con la Cdu attraverso un referendum tra gli iscritti e alla luce delle pressioni esercitate dal presidente della Repubblica. La differenza però – avverte Garavini – è che in Germania le forze politiche che hanno interloquito sono tutte rispettose dei canoni istituzionali e della democrazia, cosa che purtroppo non si può dire di tutte le forze in campo in Italia, per esempio dei cinque stelle che hanno fatto dei costanti attacchi agli altri partiti e alle istituzioni il loro profilo politico. È vero – conclude la senatrice dem – che nelle ultime settimane dopo il voto hanno cercato un po’ di cambiare pelle, acquisendo un profilo più istituzionale e democratico, ma fino ad adesso è stato esattamente il contrario e questo è un fattore che preclude la possibilità di un governo insieme”. (PO / Roc – 2 mag)