Roma, 3 mag – E’ uno degli artisti italiani contemporanei più quotati del mondo ma raramente lo si può ammirare in patria. I suoi lavori vanno a ruba, ha collezionisti disseminati in tutte le parti del globo e nelle aste internazionali decuplica le stime: ora Marcello Lo Giudice (Taormina, 1957) – definito da Pierre Restany “pittore tellurico” proprio per il suo legame viscerale con la materia – il 9 maggio inaugura una mostra personale nella sede newyorchese di Opera Gallery. “Eden, pianeti lontani” è un’esposizione particolarmente importante: avviene in un periodo dell’anno in cui la Big Apple è sotto i riflettori del mondo dell’arte internazionale. Le grandi aste di Christie’s e Sotheby’s vendono, nel maggio newyorchese, opere per circa 2 miliardi di dollari; inoltre l’indotto di mostre, aste e fiere, porta nella primavera newyorchese un livello di presenze di collezionisti e investitori di altissimo calibro. Prima di Lo Giudice – oggi considerato uno degli artisti di punta del neoinformale europeo – Opera Gallery aveva scelto di esibire i più grandi artisti contemporanei cinesi con la mostra “Made in Asia” (sino allo scorso 27 marzo). Ma per il periodo più infuocato della Grande Mela ha preferito l’artista italiano, che negli ultimi anni sta catalizzando l’attenzione sul mercato anche delle vendite all’asta, con valori medi per le sue opere partiti da 10 mila dollari ma ora vicini ai 100 mila. Secondo Artprice, $100 investiti nel 2004 in un quadro di Marcello Lo Giudice, equivalgono oggi a circa $296, con una rivalutazione che supera il 196%. (BIG ITALY / SEGUE)