“Purtroppo nel nostro Paese il dibattito sul nuovo bilancio europeo è poco seguito, dalla politica ma non solo. E’ un grave errore perché ci sono in gioco interessi strategici per il Paese e noi rischiamo di andare a chiudere la stalla quando i buoi saranno già scappati”. Lo afferma Antonio Tajani, in una intervista a La Stampa in cui avverte che “per non arrivare in ritardo al tavolo delle trattative”, “e non ce lo possiamo permettere”, serve un governo operativo il prima possibile, “queste trattative non possono essere delegate alla diplomazia. Sono partite che vanno giocate dalla politica con una presenza forte a Bruxelles, non vanno seguite con la mano sinistra: il diavolo si nasconde sempre nei dettagli. C’è bisogno di un governo competente e autorevole”, “sarà una trattativa difficile e i veti incrociati fanno parte della strategia di ogni singolo attore. Anche noi, come Parlamento, giocheremo un ruolo fondamentale. Abbiamo avviato un gruppo di contatto che si occuperà del braccio di ferro con il Consiglio. Ma è lì che ogni Stato deve far valere le proprie ragioni: non aspettiamoci che gli altri facciano opere di carità verso di noi”. Per il presidente dell’Eurocamera, candidato premier di Forza Italia alle ultime elezioni, “affidare un incarico a un leader del centrodestra, come Salvini, potrebbe essere un modo per sbloccare la situazione”, con un esecutivo quindi sostenuto esternamente da altri partiti. Scartata quindi l’ipotesi di un governo di scopo per tomare subito al voto: “Non si può fare un governo per tre mesi. Meglio un governo che faccia le cose, un governo che governi. E faccia sentire la sua voce a Bruxelles”. (3 mag – red)