Roma, 4 mag – L’ESO Angels Award viene assegnato a quegli ospedali in grado di garantire un’alta qualità nell’assistenza all’ictus secondo i seguenti indicatori: percentuale di trombolisi endovenose e trombectomie meccaniche sul totale degli ictus ischemici, percentuale di pazienti trattati entro 45-60 minuti dall’arrivo in pronto soccorso, percentuale dei sospetti ictus sottoposti a TC o RM in urgenza, percentuale di pazienti dimessi con una terapia di prevenzione secondaria (antiaggregante o anticoagulante in caso di fibrillazione atriale), ricovero in Stroke Unit, screening della disfagia. Per gli ospedali che aderiscono al progetto il programma prevede ogni 3 mesi la valutazione dei dati di qualità dei 3 mesi precedenti inseriti nel registro europeo SITS-ISTR coordinato dal Karolinska Institute di Stoccolma e, se rispettosi di tutti questi indicatori di qualità, il riconoscimento dell’ESO Angels Award. “Oggi – ha spiegato il dottor Andrea Zini, responsabile della Stroke Unit – esistono 3 terapie della fase acuta dell’ictus. La prima è il ricovero in Stroke Unit, un reparto con letti e personale dedicato ai pazienti con ictus. La seconda terapia, disponibile da ormai 15 anni anche in Italia, è la trombolisi endovenosa, con rtPA (Alteplase), un farmaco trombolitico che ha lo scopo di sciogliere il grumo di sangue nel cervello che causa l’ictus ischemico ostruendo una arteria. Dal 2015 è stata dimostrata l’efficacia anche della terapia endovascolare in caso di occlusione di grossa arteria intracranica. La terapia endovascolare con trombectomia meccanica consiste, attraverso la puntura dell’arteria femorale all’inguine, nel portare un catetere nei vasi arteriosi del collo fino ad avanzare con un microcatetere selettivamente nel vaso occluso cerebrale. Si procede poi al recupero del coagulo ematico (=trombo) mediante trombectomia meccanica con l’utilizzo di specifici devices (“stentrievers”) e aspirazione, estraendo completamente il coagulo. Tutte le terapie acute dell’ictus ischemico devono essere somministrate il più precocemente possibile, in particolare la trombolisi con rtPA entro 4,5 ore dall’esordio dei sintomi, riducendo in maniera importante il rischio di morte e disabilità”. (BIG ITALY / Red)