Roma, 7 mag – Qualcuno lo ricorda come un ‘altro Pasolini’ per la sua attenzione sempre rivolta agli umili, talvolta anche agli ultimi, come faceva Pierpaolo nei suoi libri e nei suoi film. Chi lo ha conosciuto davvero, ne sottolinea il carattere mite, educato, introverso, la grande disponibilità, come Francesca Archibugi. “Leone raffinato e gentile, si avvistava poco nella savana del cinema. Produsse un mio corto, mille anni fa. Regalava tempo: mesi a spiegarti dolcemente perché non sapevi fare niente. Chi lo ha conosciuto non lo piange, lo singhiozza”. Ermanno Olmi, classe 1931, se ne è andato oggi ad Asiago: lascia agli appassionati del cinema una carrellata di titoli la cui linea comune è sempre stata quella di indagare nelle piccole cose, nella quotidianità della gente comune. Gente comune che, del resto, era anche quella che interpretata i suoi film: tranne rare eccezioni, da Paolo Villaggio in ‘Il segreto del bosco vecchio’ a Bud Spencer in ‘Cantando sotto i paraventi’, Olmi ha sempre scelto per i suoi film attori non professionisti, alle prime armi: era il suo modo di riportare con fedeltà sullo schermo la vita di un’Italia rurale. E il suo modo di insegnare a chi non sa, come dice oggi la Archibugi.
(BIG ITALY / SEGUE)