“Abbiamo offerto al presidente della repubblica la disponibilità mia, a nome della coalizione che ha preso più voti, a dare vita a un governo che cominci a risolvere tutti i problemi del Paese”: lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini al termine dell’incontro della delegazione del centrodestra con il capo dello Stato Sergio Mattarella. “Ci auguriamo che il presidente della Repubblica ci dia modo di cercare una maggioranza che contiamo di poter trovare mettendoci in campo personalmente. Confidiamo che dalle prossime ore possiamo essere messi finalmente al lavoro”.
DI MAIO. “Sono disponibile a scegliere con Salvini un premier terzo con un contratto di governo che preveda condizioni non trattabili che sono il reddito di cittadinanza, l’abolizione della Fornero e una serie di misure anti-corruzione” è stata invece la posizione espressa dal capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, che precisa: “Non siamo disponibili a votare la fiducia a governi tecnici, per scongiurare un altro 2011 abbiamo provato a dare un governo politico a questo paese. Se non ci sono le condizioni per un governo politico che si occupi dei problemi delle persone allora si deve andare al voto e per noi sarà un ballottaggio tra due forze politiche”.
PD.“Abbiamo confermato al presidente della Repubblica piena fiducia nella sua iniziativa: l’appello nostro a tutte le forze è di finirla con questo gioco dell’oca e di fare un passo in avanti nell’interesse del Paese”: ha detto il segretario reggente del Pd Maurizio Martina, a nome della delegazione del Pd composta anche dal presidente del partito Matteo Orfini e dai capigruppo di Camera e Senato Graziano Delrio e Andrea Marcucci. “Pensiamo che a questo punto sia urgente dare una soluzione alla crisi e superare lo stallo – ha detto Martina – Basta prendere tempo, traccheggiare, esasperare alcune logiche di parte e basta con il gioco dell’oca, a ritornare al punto di partenza da parte di chi ha prevalso il 4 di marzo e il 5 si è dichiarato vincitore senza avere i numeri per governare” aggiunge il segretario reggente del Pd, che ribadisce: “Prima viene il paese e poi le parti, che devono rendersi conto che non ce la fanno da sole a risolvere i problemi del Paese”. (Roc – 7 mag)