Roma, 8 mag – Il deputato leghista eletto all’estero ha iniziato a fare associazionismo “per curiosità” quando è arrivato in Svizzera. Ha scoperto così “un nuovo mondo. Anzi più di un mondo: mondi diversi. Quello della prima emigrazione, legata a persone che hanno lasciato l’Italia nel dopoguerra, quello della seconda emigrazione, fatto dai figli degli emigranti che sono rimasti lì, e, infine – continua Billi – la nuova emigrazione fatta da expat e da chi emigra per cercare lavoro perché non lo trova in Italia. Va sottolineato – aggiunge il deputato – che chi emigra oggi per cercare lavoro non emigra solo dal Sud Italia ma anche dal Nord. E la cosa è molto preoccupante. Questo è uno dei motivi per cui ho deciso di candidarmi e di impegnarmi”. Alle spalle Billi ha anni di gavetta visto che è nella sua Firenze che ha iniziato la carriera politica “e la politica genera una sorta di dipendenza, ma l’ho sempre fatta per passione non per avere qualcosa in cambio” (è stato responsabile organizzazione del movimento Giovanile a Firenze e successivamente, dal 2004 al 2009, Consigliere per il Popolo della Libertà). “Ho in preparazione 8 atti che depositerò a breve – racconta Billi a 9colonne – la mia idea è quella di lavorare anche insieme agli altri eletti all’estero su tematiche importanti per gli italiani nel mondo. Tra queste ci sono sicuramente l’Imu e la riforma della legge elettorale. E’ auspicabile cambiare le modalità di voto all’estero ma è necessario discutere e studiare bene il nuovo sistema. Non sarà facile, ci vorrà del tempo: è un tema complesso. Quello che è certo è che il voto degli italiani all’estero va tutelato: è un diritto poter votare. Gli italiani nel mondo rappresentano una seconda nazione”. (SEGUE)