“Tutte le società scientifiche italiane che si occupano di medicina non convenzionale e complementare manifestano assoluto dissenso in merito alla nuova scheda pubblicata dal sito ‘dottoremaeveroche.it’ – l’iniziativa contro le bufale online della Fnomceo – Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri – secondo cui ‘l’omeopatia non ha alcuna base scientifica e gli effetti riportati da chi la usa sono con buona probabilità dovuti all’effetto placebo’. ‘Un’iniziativa in linea generale utile ma che nello specifico pone sullo stesso piano l’effetto placebo con una pratica, l’omeopatia, che è invece fin dal 2002 definita come ‘atto medico’ dalla stessa Federazione Nazionale degli Ordini dei medici”. Lo precisa una nota a firma di Amiot – Associazione medica italiana di omotossicologia, Apo – Associazione pazienti omeopatici, Coii – Centro omeopatico italiano ippocrate, Fiamo – Federazione italiana associazioni e medici omeopati, Luimo – Associazione per la libera università internazionale di medicina omeopatica “Samuel Hahnemann”, Omeomefar – Associazione medici e farmacisti omeopati, Siomi – Società italiana di omeopatia e medicina integrata, Smb – Società medica bioterapica italiana, Siov – Società italiana di omeopatia veterinaria. “Peraltro – precisano le sigle che rappresentano sia professionisti iscritti all’albo dei medici che esperti in medicine complementari e omeopatia – la pagina sull’omeopatia del sito ‘dottoremaeveroche.it’ è stata redatta da sedicenti esperti che in realtà non hanno alcuna esperienza in medicine complementari, come si evince anche dalla bibliografia di riferimento, risibile e già ampiamente screditata in passato”. Le sigle congiunte fanno quindi appello a Filippo Anelli, presidente Fnomceo, affinché nel rispetto dei principi Costituzionali sulla libertà di cura, chiarisca i contenuti di queste affermazioni che creano un “cortocircuito” rispetto a quanto deliberato dal Consiglio Nazionale della Federazione in data 19 maggio 2002, delibera che classifica a tutti gli effetti l’esercizio dell’omeopatia come “atto medico”, orientamento peraltro largamente condiviso negli altri Paesi Europei. (8 mag – red)