Roma, 8 mag – I Paesi che hanno maggiormente investito in ricerca e innovazione sono stati non a caso i più resilienti durante la crisi economica. La volontà dei firmatari del Manifesto è riportare l’Europa in un percorso di crescita nel quale le nuove tecnologie avranno un impatto fondamentale su salute, alimentazione, risorse idriche, trasporti, comunicazione, sicurezza, ambiente, energia, produzione e protezione dei dati. A tal fine, il prossimo quadro finanziario pluriennale 2021-2027 costituirà una sfida politica significativa e un’occasione unica per gli Stati membri. il 10 maggio alle 14 a Roma, presso l’aula convegni del Consiglio nazionale delle ricerche, il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica organizza un dibattito pubblico sulla ricerca italiana nel quadro della programmazione europea. L’obiettivo è quello di interpellare i principali stakeholder della ricerca sia per individuare punti di forza e di debolezza del settore (risorse, organizzazione, reclutamento, valutazione, competitività internazionale, ricerca di base e trasferimento tecnologico), sia per condividere strategie realistiche e sostenibili per il rafforzamento del sistema della ricerca nazionale. All’evento parteciperà Inguscio, che inaugurerà la giornata insieme al presidente del Gruppo 2003. Tra gli interventi, Luca Moretti dell’Ufficio relazioni europee e internazionali del Cnr di Bruxelles illustrerà il tema: “La ricerca italiana in Europa: a che punto siamo; verso dove andiamo”, argomento oggetto della discussione finale che coinvolgerà accademici e numerosi rappresentanti istituzionali. (UE / BIG ITALY / Red)