Roma, 10 mag – Fondato su una logica di massimizzazione del profitto, si concretizza in piani d’azione che, spesse volte, privilegiano la minimizzazione dei costi al rispetto dei diritti degli attori-protagonisti della catena produttiva. Al giorno d’oggi, la maggior parte dei beni di consumo è prodotta nei paesi in via di sviluppo, dove il costo della manodopera è minimo e le norme a protezione dei lavoratori per lo più inesistenti. Sono innumerevoli le storie di persone, in nulla diverse da noi, che vivono ogni giorno il dolore e la frustrazione di non essere in grado di sostenere la propria famiglia, assicurare un futuro ai propri figli né contribuire alla propria comunità. Lo scenario è estremamente complesso, tuttavia le soluzioni esistono. Scopo della conferenza è quello di esaminare i limiti del mercato tradizionale e presentare una modalità alternativa di relazione commerciale tra produttori e consumatori, basata su trasparenza, dialogo e rispetto: il commercio equo solidale. Giada Simone risiede in Québec dal 2014, dove si è trasferita per fare uno stage alla Camera di Commercio Italiana a Montréal. Detiene una doppia laurea magistrale in Marketing Management e International Business dell’Università Bocconi di Milano in collaborazione con la canadese Queen’s University. Dal 2016 lavora come coordinatrice marketing in un’azienda alimentare e responsabile del servizio alla clientela. Da sempre molto coinvolta nelle iniziative della comunità locale, in Italia come a Montréal, Giada ha una ricca esperienza di volontariato in vari ambiti, in particolare arte, cultura ed educazione.
(PO / BIG ITALY / Ema)