Bruxelles, 14 mag – Nelle sue conclusioni dell’ottobre 2014, il Consiglio europeo ha assunto un impegno chiaro: tutti i settori, compresi uso del suolo e silvicoltura, dovrebbero contribuire all’obiettivo dell’UE di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra almeno del 40% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Il regolamento sull’uso del suolo e sulla silvicoltura fissa un impegno vincolante per ciascuno Stato membro e norme di contabilizzazione per determinare la conformità. Riguarda il CO2 proveniente dalla silvicoltura e dall’agricoltura. Esso modifica il regolamento (UE) n. 525/2013 e la decisione n. 529/2013/UE. L’uso del suolo e la silvicoltura includono l’uso di terreni, alberi, piante, biomassa e legname, che sono in una posizione privilegiata per contribuire a una solida politica in materia di clima. Questo perché il settore non solo emette gas a effetto serra ma è anche in grado di rimuovere CO₂ dall’atmosfera. Le foreste dell’UE assorbono ogni anno l’equivalente di quasi il 10% di tutte le emissioni di gas a effetto serra dell’UE. La Commissione europea ha presentato la proposta relativa al settore LULUCF nel luglio 2016. A seguito di discussioni approfondite tra i ministri nel corso di tre sessioni del Consiglio “Ambiente”, il Consiglio è giunto ad un orientamento generale il 13 ottobre 2017 e la presidenza estone ha avviato poco dopo i negoziati con il Parlamento europeo. Un accordo provvisorio è stato raggiunto il 14 dicembre 2017. Gli ambasciatori presso l’UE hanno approvato l’accordo il 20 dicembre 2017. A seguito dell’adozione formale odierna di tale normativa, che costituisce la fase finale del processo, il regolamento sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale. (red / UE)