La Nazionale riparte da Roberto Mancini: il neo Ct, 52° allenatore di una storia lunga 108 anni, farà il suo debutto sulla panchina dell’Italia il 28 maggio a San Gallo in occasione dell’amichevole con l’Arabia Saudita, primo di tre test che vedranno la Nazionale opposta a Francia (1° giugno a Nizza) e Olanda (4 giugno a Torino). Questi i primi impegni in vista dell’esordio di settembre nella Nations League, mentre a marzo sarà la volta delle qualificazioni per l’Europeo itinerante del 2020 che si aprirà proprio in Italia, a Roma. Dopo aver firmato ieri sera il contratto che lo lega alla Nazionale, oggi il Ct ha parlato per la prima volta da Coverciano: “Diventare Ct è motivo d’orgoglio – ha esordito Mancini nella sua prima conferenza da Commissario Tecnico – e penso sia la massima aspirazione per ogni allenatore. Sono tanti anni che alleno, questo era il momento giusto, dopo la mancata qualificazione ai Mondiali, per fare qualcosa per la Nazionale. Il mio rapporto con la Nazionale è durato tantissimo, ho avuto tre Ct diversi come Bearzot, Vicini e Sacchi. Vorrei riuscire a riportare l’Italia dove merita, sul tetto del mondo e sul tetto d’Europa. Non sarà semplice, c’è da lavorare molto, ma penso che possiamo farcela. Dovremo riavvicinare la Nazionale ai tifosi. È difficile che un Ct metta tutti d’accordo, ogni tifoso vede il calcio a modo proprio, per unire bisogna vincere un trofeo importante”. – Detto che parlerà con Buffon e De Rossi per capire quali siano le loro intenzioni e che le porte della Nazionale sono aperte per tutti, il neo Ct ha risposto ad una domanda sulla convocazione di Mario Balotelli: “Giocatori in Italia ce ne sono tanti, anche in momenti che pensiamo siano difficili si possono trovare giocatori di qualità. Con Balotelli ci parleremo e probabilmente lo chiameremo, vorremmo rivederlo come agli Europei con Prandelli”. All’inizio della prossima settimana è in programma il primo raduno dell’era Mancini: “È difficile dire come giocheremo, voglio vedere alcuni giocatori che non conosco bene, ma mi adatterò alle loro esigenze e qualità per decidere cosa sarà meglio per la squadra. È importante che i giocatori che arrivano in Nazionale tirino fuori i loro sogni”. Ci sarà spazio per i giovani perché solo attraverso solide fondamenta si può assicurare all’Italia un futuro migliore: “Dovremo pensare anche a costruire una squadra per i prossimi anni, per cui l’età conterà. Il Ct ha l’obbligo di stare vicino alle Nazionali giovanili, ma ogni squadra ha il suo allenatore e non disturberò il lavoro dei colleghi, che stanno facendo benissimo”.
