Milano, 16 mag – Ma noi siamo più mente o più cervello? La libertàè un’illusione? La coscienza si può misurare? Le risposte vengono dalla neuroetica, una nuova disciplina che aiuta a capire chi siamo a partire dai meccanismi cerebrali, aprendo anche prospettive di cura. Comprendere come prendiamo le nostre decisioni e scegliamo tra comportamenti alternativi fa riconsiderare l’idea intuitiva di libertà e potrebbe avere ripercussioni persino sull’idea di responsabilità penale. Alcuni tra i maggiori specialisti italiani presentano questi scenari della neuroetica, superando i tecnicismi, per dare un quadro aggiornato di un dibattito che risulterà sempre più attuale e fonte anche di possibili controversie: avviene a Milano da oggi al 18 maggio al congresso internazionale organizzato all’Università Vita&Salute San Raffaele dalla Società italiana di neuroetica (SiNE), una sorta di Salone della Mente (con il sostegno di Fondazione Cariplo), che toccherà tutti i temi più attuali legati alla ricerca neuroscientifica, dalle decisioni morali al potenziamento cognitivo, dal neurodiritto alle nuove applicazioni cliniche. (red)