Roma, 16 mag – Siamo uno dei paesi più longevi al mondo: un neonato di oggi ha un’aspettativa di vita che sfiora gli 81 anni se è maschio e di 85 se è femmina. Tuttavia, in presenza di un calo di natalità, aumenta lo squilibrio demografico: con quasi 170 anziani (persone di almeno 65 anni) ogni 100 giovani (tra 0 e 14 anni), l’Italia è il secondo paese più vecchio al mondo dopo il Giappone. È uno dei dati salienti che emerge dal rapporto annuale dell’Istat sulla situazione del Paese, presentato oggi alla Camera. Un Paese sempre più “vecchio” e che soffre di solitudine, in cui gli anziani che vivono da soli passano oltre 10 ore senza interazioni sociali. Un Paese in cui le reti – tema su cui si focalizza l’edizione 2018 del rapporto – svolgono un ruolo determinante: analizzandole da quelle personali (parentela, amicizia e vicinato) a quelle legate lavoro, da quelle relative alle imprese a quelle connesse con le istituzioni, il presidente dell’Istat Giorgio Alleva ha messo in evidenza come il loro assottigliarsi possa “comportare, dal punto di vista degli individui, un maggiore rischio di isolamento”, spiegando come “l’ampiezza e la varietà delle reti in cui si è inseriti testimonia e spinge a una maggiore fiducia verso gli altri con risvolti positivi per la società nel suo complesso”. Alleva afferma come “istruzione e partecipazione al mondo del lavoro si confermano anche quest’anno le due variabili chiave nella lettura del paese” e che reti formali e non formali “giocano sempre più un ruolo cruciale nel caratterizzare la strategia d’impresa”. “Le reti di relazioni, qualunque sia l’ambito in cui vengono osservate – conclude il presidente dell’Istat – non comportano soltanto vantaggi isolati, ma si cumulano, tanto che è possibile parlare di un potere moltiplicatore delle reti e di reti al quadrato o al cubo. I vantaggi delle risorse relazionali si estendono oltre i confini dell’individuo e della sua famiglia, stimolano il senso di appartenenza, promuovono il senso civico e favoriscono la fiducia interpersonale e verso le istituzioni, con effetti importanti sulla società nel suo complesso”. (SEGUE)