Roma, 17 mag- Dalla “A” di acqua pubblica alla “U” di Università e ricerca, e ovviamente di Unione Europea, passando dalla “I” di immigrazione alla “R” di reddito di cittadinanza, mancano la “V” e la “Z”, ma i punti del contratto Lega-M5S, giunto ormai alla versione quasi definitiva, sono più delle lettere dell’alfabeto, ben 29. Con una premessa, quella relativa al funzionamento del governo e dei gruppi parlamentari, che fondamentalmente regola i rapporti di cooperazione tra le due forze: è qui che compare il primo grande inedito della Repubblica italiana, la nascita di un informalissimo “Comitato di conciliazione”, composto dal presidente del Consiglio dei Ministri (tuttora da individuare), dal capo politico del Movimento 5 Stelle e dal segretario federale della Lega, quindi Di Maio e Salvini, dai presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato delle due forze politiche e dal ministro competente per materia: servirà a trovare un “accordo su problemi e le divergenze rilevanti su un tema, per addivenire ad una posizione comune con riferimento a tematiche estranee al presente contratto ovvero a questioni con carattere d’urgenza e/o imprevedibili al momento della sottoscrizione del presente contratto; quando ciò sia richiesto da uno dei contraenti per esaminare questioni ritenute fondamentali”.
(SEGUE)