GEORGIE IL MUSICAL, TAPPA AL SISTINA
Per il Sistina Ospitalità arriva a Roma “Georgie Il Musical” in scena sabato 26 maggio, unica data di una serata speciale con un Gran Galà “Cosplay” e un ospite d’eccezione: Mr. Mann Izawa, l’autore giapponese della novella “Lady Georgie” da cui è stato tratto il celebre cartone degli anni ’80. Alle ore 20.00 via Sistina sarà animata dal “Gran Galà Cosplay”: tutto il cast del Musical sarà protagonista di un arrivo d’eccezione a bordo di carrozze d’epoca. Nel foyer del Teatro sfileranno i numerosi cosplayers giudicati poi da Mr. Mann Izawa in persona che decreterà il vincitore. Alle 21 invece avrà inizio lo spettacolo. Tratto dalla novella di Mr. Mann Izawa “Lady Georgie” è stato reso celebre in Italia dall’anime (cartone animato) tuttora trasmesso in molti canali televisivi. Il musical ha debuttato a maggio 2016 e nel marzo/aprile 2017 è partito con un tour in varie città italiane facendo parte del programma per la “Festa del 90° di AVIS, Associazione Volontari Italiani Sangue. In esclusiva lo spettacolo sarà in scena in data unica al Teatro Sistina nel suo nuovo allestimento. Ambientato nella seconda metà del XIX secolo, quando l’Australia era ancora una colonia penale Inglese. Una sera, il signor Buttman, un agricoltore del luogo, trova una donna in fin di vita, Sophie, che gli affida la figlia Georgie, ancora in fasce. Nonostante il pericolo, infatti la donna sembra fuggita dal vicino campo di prigionia, l’uomo decide di prendere con sé la bambina. Georgie viene così adottata dalla famiglia Buttman, composta dal padre, dalla madre Mary e dai due fratelli Abel e Arthur. La madre adottiva non riesce però ad accettare la piccola Georgie: a turbarla sono sia le sue oscure origini che il timore, peraltro giustificato, che, crescendo, la ragazza possa portare scompiglio tra Abel ed Arthur. Gli accadimenti vedranno la nostra eroina intraprendere un viaggio lungo e pericoloso partendo dalla sua amata Sydney fino ad approdare in una Londra grigia e sconosciuta alla ricerca delle sue vere origini e del suo amore, l’aristocratico Lowell J. Grey. La piccola Georgie dovrà crescere in fretta e dar conto alle sue vere emozioni. Sul palco grandi artisti del teatro musicale italiano che sono stati protagonisti delle ultime stagioni teatrali in tutta Italia. Ritroviamo Claudia Cecchini nel ruolo di Georgie (“Disincantate – le più stronze del reame”e “Dirty Dancing -The clasic story on stage”), Brunella Platania (“Footloose il musical”,“Edda Ciano – tra cuore e cuore”,“Antonietta e Gabriele”) che oltre ad essere interprete di Mary Buttman è anche vocal coach e acting coach. Nei ruoli dei fratelli Abel e Arthur Buttman i gemelli Daniele e Umberto Vita: doppiaggio cantato Disney, conduttori tv, disegnatori, cantanti e attori, attualmente in onda su Rai Uno nella fiction “Questo nostro amore 80” con Anna Valle e Neri Marcorè. Il ruolo intrigante e misterioso di Irwin Dangering è affidato a Roberto Rossetti (“La Bella e la Bestia”, “Salvatore Giuliano”, “Rent”, “Edda Ciano tra cuore e cuore”e direttore artistico della Compagnia della Marca). (PO / red)
MAI UNA GIOIA… MA CHI TE L’HA DETTO!!!
Ritorna il teatro di qualità al San Genesio di Roma Dal 24 al 27 maggio (via Podgora 1)m con una pièce assolutamente inedita, tutta da ridere, capace di coinvolgere e appassionare il pubblico. Famiglia, lavoro e magìa, questi gli ingredienti che verranno portati sul palco con ironia e finta leggerezza. È una commedia esilarante ed inedita in due atti, scritta, diretta e interpretata da Mario Sapia, napoletano doc, il cui titolo prende spunto dall’espressione burlesca, ‘Mai una gioia’, che ormai è diventata popolare nelle nostre vite e che ha come protagonista una famiglia napoletana appunto, che vive da dieci anni a Roma: la famiglia Scapece.m Un giovedì di maggio, Gigi Scapece (Mario Sapia), un ragazzo mammone di 35 anni, come ogni giorno e da dieci anni, inizia a cercare lavoro sul giornale degli annunci, quel giorno però la madre, la Signora Maria (Antonella Arduini), legata alle antiche tradizioni scaramantiche napoletane e da tempo affidatasi alla magia, convinta che il figlio abbia un “malocchio”, decide di chiamare una maga, Maga Chantal (Fabiana Gilardini), che cercherà in qualsiasi modo di togliere il malocchio a Gigi. Nel corso di questa stravagante giornata irromperanno due buffi venditori porta a porta, Gianni (Giò Di Colore) e Claudio (Antonello Toti), che con i loro modi goffi e curiosi creeranno ancor più scompiglio nella famiglia Scapece, di cui ne fanno parte anche la sorella di Gigi, Carmela (Laura Ranghi), una ragazza dai modi snob, che dopo essersi laureata e aver vissuto 5 anni a Milano, rinnega le proprie origini “terun” e la bizzarra zitella zia paterna, zia Marisa (Francesca Di Cataldo), che pur non abitando nella stessa casa è un’ospite fissa.. indesiderata. Tutti questi strambi personaggi daranno vita ad una commedia scoppiettante, caratterizzata e colorata, in cui si susseguiranno gags ed equivoci con una serie di circostanze imprevedibili ed impreviste. La commedia, oltre a Mario Sapia, è composta da un cast di alto livello: Antonella Arduini, Francesca Di Cataldo, Giò Di Colore, Fabiana Gilardini, Laura Ranghi, Antonello Toti. (PO / red)
AL TEATRO GHIONE UNA SERATA IN MEMORI DI PAOLO BORSELLINO
Il 23 maggio 1992 si consumava uno dei drammi più gravi della storia del nostro paese: la strage di Capaci con la morte del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e dei cinque uomini della scorta. Soltanto tre mesi dopo la barbarie mafiosa avrebbe completato il disegno criminoso del clan dei corleonesi con la strage di via d’Amelio e con la scomparsa del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta. Ai due magistrati, la Compagnia Stabile Assai della Casa di Reclusione di Rebibbia, il più antico gruppo teatrale penitenziario italiano, dedicherà lo spettacolo “Il Coraggio della Legalità” scritto e diretto da Antonio Turco e Cosimo Rega. La rappresentazione teatrale che sarà in prima Nazionale al teatro Ghione di Roma, il prossimo 23 maggio 2018 alle ore 21.00, ha un doppio valore simbolico: il primo poiché viene messa in scena nel 26° anniversario della strage di Capaci; il secondo perché gli attori della Compagnia sono, come da tradizione, detenuti ergastolani (tra questi lo stesso Cosimo Rega, che interpreterà il ruolo del giudice Borsellino) ex detenuti, operatori penitenziari, attori e musicisti professionisti. Con questo spettacolo inizia una sorta di tour della “Legalità” che sarà ospitata annualmente dal teatro Ghione, la cui direzione artistica ha dimostrato grande sensibilità verso i problemi detentivi e più in generale verso i temi del disagio sociale e tenderà a coinvolgere nel tempo anche gli alunni di molte scuole superiori capitoline. La manifestazione è promossa dalla Direzione della Casa di Reclusione di Rebibbia ed è patrocinata e sostenuta dalla Direzione Nazionale dell’AICS che, da sempre si occupa della gestione artistica ed economica del gruppo. Allo spettacolo hanno assicurato la loro presenza, oltre al Direttore del carcere di Rebibbia Stefano Ricca e al Presidente nazionale dell’AICS on. Bruno Molea, i due garanti, regionale e comunale, dei diritti dei detenuti e alcuni personaggi del mondo artistico ed amministrativo della Capitale. Sul palco Cosimo Rega (nella parte di Paolo Borsellino e di Totò Riina) – Arcangelo Iannace (nella parte di Giovanni Falcone e di Carmelo Provenzano) Tamara Boccia (nella parte di Agnese Borsellino e del giudice Saguto) – Alfonso Canfora (nella parte di Manfredi Borsellino e un ragazzo di Sicilia) – Clara Morlino (nella parte di Lucia Borsellino e di una ragazza della Sicilia) – Angelo Calabria (nella parte del “Corvo”). Per la musica: Gianfranco Santucci (voce e tamorra) – Antonio Turco (chitarra) – Roberto Turco (chitarra) – Paolo Petrilli (fisarmonica). La sscenografia è di Tamara Boccia.
ACCADEMIA IL SISTINA, PORTE APERTE AL TALENTO
Martedì 22 maggio l’Accademia il Sistina organizza nuove audizioni per partecipare alla scuola estiva di formazione al Musical e alla nuovissima scuola di Rock. Da luglio al via la prossima sessione estiva dei corsi. L’Accademia Il Sistina è l’officina multidisciplinare per imparare l’arte del Musical, ideata e fondata nel 2016 dal regista e produttore Massimo Romeo Piparo, dedicata ai ragazzi dagli 8 ai 16 anni che sognano di lavorare nel mondo dello spettacolo dal vivo. Da quest’anno inoltre una grandissima novità nell’ambito dell’insegnamento della musica: apre la nuova Scuola di Rock, per giovani musicisti (tastieristi, chitarristi, batteristi e bassisti) dai 6 ai 15 anni. E’ un corso specifico dell’Accademia all’interno del quale si terranno lezioni di Tastiere, Chitarra, Basso e Batteria inserite nel programma di studi ordinario dell’Accademia con il quale ha in comune i corsi di canto, dizione e recitazione. Anche per accedere alla Scuola di Rock i giovani strumentisti dovranno sostenere un’audizione. L’Accademia, giunta al terzo anno di vita, oltre a coniugare l’insegnamento delle materie artistiche al divertimento, rappresenta un vero e proprio vivaio, in cui i talenti fioriscono, si formano e infine si consolidano cimentandosi direttamente sul palco, grazie alla possibilità per i più meritevoli di partecipare alle produzioni teatrali firmate dalla PeepArrow Entertainment (società di produzione guidata da Massimo Romeo Piparo). Il sogno di far parte di un Musical può diventare realtà, come dimostrano Tancredi Di Marco, Davide Fabbri e Matteo Valentini: i tre giovani artisti, allievi dell’Accademia, protagonisti di “Billy Elliot il Musical”, per la regia di Piparo. Sono loro che quest’anno si sono calati, alternandosi, nei panni del protagonista Billy, il ragazzo che mette in gioco tutto se stesso e sfida le convenzioni pur di realizzare il suo sogno di ballare. Le lezioni dell’Accademia si terranno da luglio a settembre, direttamente sul palco più prestigioso del Musical italiano, quello del Teatro Sistina di Roma: qui, proprio nel tempio della commedia musicale italiana, i ragazzi avranno a disposizione una squadra di docenti preparatissimi, tutti professionisti del settore, che faranno sbocciare la loro creatività, insegnando le basi teoriche e pratiche di un mestiere unico al mondo, tanto duro quanto appassionante. Alla fine delle lezioni, sul palcoscenico del Teatro Sistina, è prevista la realizzazione di un grande spettacolo musicale dal vivo a cui parteciperanno tutti gli allievi. L’Accademia si propone come luogo di formazione e di divertimento, con un percorso didattico articolato in 1°, 2° e 3° anno di corsi organizzati su programmi specifici (danza classica, moderna, tip tap, hip hop, recitazione, dizione, canto, canto in inglese, arte circense, elementi di scenotecnica), predisposti per accrescere le competenze dei ragazzi tanto dal punto di vista accademico quanto da quello professionale, tenendo conto delle inclinazioni personali di ciascun allievo.
ROMA AL PALLADIUM IL TEATRO CINESE CON LE CRONACHE DI SANGSHUPING
Va in scena il 22 e 23 maggio al Teatro Palladium di Roma Le cronache di Sangshuping di Zhu Xiaoping, Chen Zidu e Yang Jian. Nato quattordici anni fa presso L’Università L’Orientale di Napoli nell’ambito dei corsi di Lingua e Letteratura Cinese della prof.ssa M. Cristina Pisciotta e diretto fin dal suo inizio dal regista Lorenzo Montanini, il Laboratorio di teatro cinese è stato attivato quest’anno all’Università degli studi di Roma Tre coinvolgendo studenti italiani dei corsi di cinese e studenti cinesi dei corsi d’italiano. Sperimentazione di glottodidattica, il progetto si propone di realizzare un insieme di obiettivi: insegnare la lingua cinese in modo da rendere partecipe lo studente in prima persona, da protagonista (il testo letterario non è più solo tradotto e studiato ma messo in scena); divulgare la cultura cinese in una città come quella di Roma di antica tradizione orientalistica e contribuire alla difficile integrazione delle comunità cinesi sul territorio, offrendo loro un’opportunità di dialogo con l’ente che si occupa della formazione di personale specializzato nel settore orientalistico. Il teatro contemporaneo è sicuramente il genere più adatto sia per veicolare l’insegnamento della lingua che per capire dall’interno i problemi della società, come del resto provato nelle più avanzate università del mondo. La sperimentazione condotta ha portato alla realizzazione di tredici spettacoli teatrali della drammaturgia cinese contemporanea, tutte prime assolute in Italia e in Occidente, caratterizzati da una recitazione bilingue, italiano e cinese, in modo sempre comprensibile al pubblico di entrambe le nazionalità e da un adattamento che tenga conto delle peculiarità dello spettatore italiano. Le cronache di Sangshuping, rappresentata per la prima volta nel 1988 a Pechino dalla Compagnia dell’Accademia d’Arte Drammatica con la geniale regia di Xu Xiaozhong, ha vinto vari premi: per la regia (“Leone d’oro”), per il migliore attore (“Fiore di prugno”) e un riconoscimento in denaro del Ministero della Cultura. Oltre dunque ad ottenere un grande successo di critica e di pubblico, la tragedia ha anche suscitato nei circoli teatrali cinesi un intenso dibattito per l’innovativo eclettismo stilistico della messa in scena che univa certi ingredienti dell’opera tradizionale ad effetti “stranianti” mutuati dal teatro epico brechtiano, il folclore locale all’uso di un teatro greco. Tipico esempio del “teatro di temi sociali”, apparso in Cina all’inizio degli anni ’80, l’opera riflette sull’evoluzione storica e culturale della civiltà cinese, lanciando una rilettura sovversiva della Rivoluzione Culturale e dell’idilliaca immagine della campagna cinese. La tragedia narra le vicende del remoto villaggio contadino di Sangshuping, situato tra gli altipiani di terra gialla del nord-ovest, un fossile vivente, rimasto inalterato nel tempo nonostante le circostanze storiche, un microcosmo in cui il fanatismo ideologico si intreccia coi residui di un passato feudale e primitivo e una realtà quotidiana fatta di miseria, ignoranza, brutalità e repressione. Sangshuping, come Madre Courage, dalla storia non impara niente. O, forse, come canta il coro, coscienza collettiva del villaggio, é la storia stessa che non ha cambiato niente. Le cronache di Sangshuping é soprattutto una storia al femminile in negativo, senza speranza, nera e profonda come quel pozzo in cui si gettano, quasi per tradizione, le donne suicide, cancellando così la memoria delle loro sofferenze dalla mente della nazione.
(red 18 mag)