Roma, 18 mag – Gli scienziati hanno selezionato gli obiettivi della survey LEGUS tra 500 galassie con distanze comprese tra 11 e 58 milioni di anni luce, già individuate con precedenti osservazioni da Terra e dallo spazio. Le osservazioni sono state condotte con la Wide Field Camera 3 e l’Advanced Camera for Surveys di Hubble che hanno raccolto per un anno immagini in luce visibile e ultravioletta delle galassie, affiancandole con riprese d’archivio, così da fornire la più completa panoramica possibile, risolvendo le loro stelle più massicce del sole e identificando i loro ammassi stellari.
“Le osservazioni nell’ultravioletto, fattibili solo con Hubble, sono particolarmente adatte a studiare oggetti molto giovani e molto caldi – sottolinea Monica Tosi – e possono dare informazioni senza precedenti sui processi di formazione stellare recenti, sull’evoluzione delle galassie stesse e anche sulle galassie dell’universo bambino. A causa dell’espansione dell’universo stesso e del conseguente spostamento verso il rosso delle lunghezze d’onda emesse da oggetti molto lontani, la fotografia che abbiamo in ultravioletto delle galassie vicine corrisponde anche a quella delle galassie primordiali viste da qui. Con 8000 ammassi stellari e 39 milioni di stelle risolte in 50 galassie, questi cataloghi potranno quindi essere utilissimi a chi studia i processi di formazione stellare e l’evoluzione delle stelle massicce, ma anche a chi studia le galassie primordiali. Un lascito prezioso che solo Hubble poteva darci”.
Il gruppo LEGUS include una significativa presenza italiana, a partire da Daniela Calzetti (University of Massachusetts, Amherst, laureata e dottorata alla Sapienza) che è la Principal Investigator (PI). Fra i numerosi Italiani coinvolti ci sono Monica Tosi (INAF Bologna), Alessandra Aloisi (STScI, laureata e dottorata a Bologna), Michele Cignoni (UniPI, associato a INAF Bologna) e Elena Sacchi (neo-dottorata INAF a Bologna), che hanno curato la derivazione delle storie di formazione stellare, Elena Sabbi (STScI, laureata e dottorata a Bologna) che ha curato i cataloghi fotometrici, Angela Adamo (Uni. Stoccolma) che ha gestito lo studio degli ammassi stellari. Anche il Senior Advisory Committee, che traccia le linee guida del programma ed è composto da 9 membri, ha un’alta percentuale di italiane: Daniela Calzetti (PI), Antonella Nota (ESA-STScI, HST ESA Project Scientist e JWST ESA Project Scientist for Guest Observers a Baltimora) e Monica Tosi (INAF Bologna).
(BIG ITALY / PO / red)