Udine, 23 mag – «Il focus dell’iniziativa – spiega l’architetto e docente Mauro Bertagnin, già presidente del corso di laurea in Architettura dell’ateneo friulano, esperto al quale si sono inizialmente rivolte le due agenzie della cooperazione – è quello degli incendi dell’architettura vernacolare in terra cruda, che affliggono i villaggi della regione, e la conseguente necessità di trovare delle soluzioni praticabili per limitare o eliminare il problema». È stato il prof. Bertagnin, noto a livello internazionale come consulente del WHEAP (World Heritage Earthen Architecture Programme) dell’UNESCO, Centro del Patrimonio Mondiale, programma del quale è partner l’Università di Udine, concepito per la salvaguardia delle città e delle architetture in terra cruda nel mondo , a guidare la prima missione esplorativa e a dare il via a studi mirati sia sul campo, sia a sperimentazioni nel laboratorio Lateris collegato al Laboratorio Prove materiali del Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura (DPIA) dell’Università di Udine. «L’attività di ricerca sul campo – racconta Bertagnin – è stata fondamentale per conoscere la tipologia architettonica oggetto di incendi (Gojio Bet in lingua gurage/Tucul in amarico) e capire, inoltre, le ragioni degli incendi che dopo l’indagine ho individuato in tre filoni: incendi dolosi, incendi provocati dai fuochi domestici sempre attivi all’interno dell’abitazione vernacolare e, infine, incendi dovuti a fulmini. È sulla casistica degli incendi da fulmini che si è concentrata l’attività sperimentale e di ricerca, con l’esito della scoperta dell’origine, connessa alla sostituzione della tradizionale protezione in coccio della parte apicale dell’elemento centrale della struttura a ombrello tipica del Gojio Bet con lattine esaurite di metallo per cibo in scatola».(BIG ITALY / SEGUE)