Roma, 24 mag – “La terapia oggi – continua Antonori – consente una stabile cronicizzazione dell’infezione con riduzione della morbilità e aumento della sopravvivenza nelle persone in trattamento. Le nuove terapie hanno fortemente ridotto gli effetti collaterali, il numero di compresse al giorno (oggi al massimo una o due al giorno per chi inizia il trattamento), e aumentato il tempo di efficacia”. “Per quanto riguarda la PrEP, l’efficacia è consolidata da tempo – aggiunge – soprattutto nel gruppo dei maschi che fanno sesso con maschi. L’efficacia è pari all’86% che arriva fino a oltre il 90% nelle persone che hanno un’aderenza elevata a tale protocollo. Il principale motivo di fallimento della PrEP è, infatti, proprio la capacità della persona di aderire completamente al programma richiesto. Un altro forte limite è che tale trattamento non sia rimborsabile in Europa, eccetto in Francia, Norvegia e Scozia. Purtroppo si tratta di una terapia non economica, circa 100 euro al mese, e in Italia, di fatto, è ancora sconosciuta”. “Sono in arrivo anche nuovi farmaci – aggiunge Antinori – che appartengono a classi tradizionali già sperimentate, come quelle degli inibitori delle integrasi: in questo settore si è registrato il maggiore sviluppo negli ultimi 7-8 anni”. (SEGUE)