Bologna, 28 mag – Per le donne sotto i sessant’anni la probabilità di decesso dopo aver subito un infarto è doppia rispetto agli uomini. Lo rivela uno studio messo a punto da un gruppo di ricerca dell’Università di Bologna in collaborazione con l’Università della California e da poco pubblicato su JAMA Internal Medicine. Un risultato, questo, che restituisce importanti indicazioni per lo sviluppo di nuovi farmaci più efficaci e mirati.
L’alta mortalità delle donne colpite da infarto miocardico è un fatto noto da tempo. Fino ad oggi, però, la spiegazione di questo fenomeno era attribuita principalmente ad una disparità di trattamento ospedaliero a sfavore delle donne, dovuta a sintomi che sono spesso più difficili da individuare. Al posto del “classico” dolore toracico, infatti, l’infarto nelle donne può manifestarsi inizialmente con segnali più generici, ad esempio respiro corto, nausea, vomito, dolore alla schiena, al collo o alla mascella.
Tutto questo però – sostengono i ricercatori che hanno messo a punto lo studio – non è comunque sufficiente per giustificare l’elevata mortalità delle donne under 60 che subiscono un infarto: devono esserci anche fattori biologici che le rendono più vulnerabili rispetto agli uomini.
(PO / SEGUE)