Roma, 29 mag – “Il turismo delle radici rappresenta una realtà già presente da molti anni in molti altri Paesi – penso alle diaspore irlandesi, scozzesi e ai Paesi anglosassoni – ed è in grado di attirare flussi turistici importanti che non sono così di nicchia. Flussi turistici che visitano i luoghi di origine, ricostruiscono alberi genealogici e si legano ai prodotti del territorio, alla tradizione a alla cultura, e se ne fanno portatori una volta tornati all’estero”. Lo ha detto a 9Colonne Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli Italiani all’estero e le Politiche Migratorie del ministero degli Esteri, a margine del seminario sul turismo di ritorno dal titolo “I viaggi delle radici tra identità culturale e promozione dei territori”, che si è tenuto oggi alla Farnesina. “Vorremo canalizzare le grandi potenzialità rappresentate dagli italiani all’estero – ha proseguito Vignali – per invogliarli a tornare in Italia, a riscoprire i luoghi d’origine dando un contribuito alla promozione del turismo nazionale, un turismo su tutto il territorio e non necessariamente verso le mete più conosciute, un turismo sostenibile, in grado di ricostruire i legami con la cultura, con la gastronomia, per un interesse alla propria storia che vorremmo rafforzare”. In questo modo “la corrente dell’ital-simpatia verrebbe alimentata ulteriormente dagli italiani all’estero – ha sottolineato ancora Vignali – che diventerebbero gli alfieri dei prodotti e dei territori italiani, contribuirebbero a farli conoscere e ne diffonderebbero la bellezza”. Oggi pomeriggio alla Farnesina si riunisce un tavolo tecnico, da cui uscirà un documento operativo: “Vogliamo elaborare un documento strategico perché non è solo l’idea del turismo di ritorno che ci interessa, ma anche un percorso con degli obiettivi per riuscire a fare una promozione integrata, nuova e specifica per il turismo di ritorno e dare un contributo a questo nuovo filone”. (BIG ITALY / Sip)