Roma, 29 mag – “L’intervento pubblico si svolge su due piani tra loro complementari. Il primo riguarda gli aspetti normativi e regolamentari, l’organizzazione e la gestione delle amministrazioni; il secondo, il reperimento e l’utilizzo delle risorse destinate alle infrastrutture, ai servizi pubblici e alle misure di natura redistributiva. Affinché possa contribuire efficacemente allo sviluppo del Paese e non finisca col metterne a repentaglio la stabilità finanziaria, tale intervento deve essere svolto nella piena consapevolezza dei vincoli di bilancio”. Così il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco nelle considerazioni finali sulla Relazione annuale del 2017. “Alla fine dello scorso anno – ha proseguito il numero uno di Bankitalia – il debito pubblico italiano era pari a quasi il 132 per cento del PIL. È un valore molto elevato rispetto al passato; supera di oltre 50 punti percentuali quello medio del resto dell’area dell’euro; costituisce un elemento di freno e la principale fonte di vulnerabilità per l’economia. Scoraggia gli investimenti aumentandone i costi di finanziamento e alimentando l’incertezza; accresce il ricorso a forme di tassazione distorsiva, con effetti negativi sulla capacità di generare reddito, risparmiare e investire; comprime i margini disponibili per politiche sociali e di stabilizzazione macroeconomica. Espone – ha sottolineato Visco – a crisi di fiducia, particolarmente pericolose quando, oltre a coprire il fabbisogno dell’anno, si devono rifinanziare ingenti importi di titoli in scadenza: in Italia si tratta complessivamente di circa 400 miliardi all’anno”.
(Red)