Roma, 30 mag – “Se mi tirano via anche un solo uomo di quella squadra di governo, il governo non ha senso che esista. C’è quel programma e quella squadra, se vanno bene ci mettiamo la faccia e lavoriamo. Se qualcuno per i motivi più bizzarri non va bene all’Europa, a Berlino, ai mercati, alla Merkel e alle banche, cosa possiamo farci?” era stata la frenata iniziale del leader della Lega, che però poi aveva aperto uno spiraglio: “Vedremo nelle prossime ore, per carità. Ci ragioniamo, valuteremo”. Nelle ore precedenti, il numero uno del Carroccio – impegnato in Liguria per le amministrative – aveva escluso il voto a luglio, facendo ventilare anche l’ipotesi della non sfiducia a Cottarelli: “Dal 4 marzo per dare un governo al Paese abbiamo provato tutto. Abbiamo rinunciato alle presidenze di camera e senato, alla presidenza del Consiglio. Abbiamo provato la strada con il centrodestra e poi con i 5 stelle. A questo punto, non ostacoleremo soluzioni rapide per affrontare le emergenze ma ridiamo la parola agli italiani il prima possibile” facevano sapere fonti della Lega. Ipotesi però respinta dai Cinquestelle: “O governo politico o voto”, puntualizza Di Maio. (Roc)